Copertina

Luciano Gallino


L'impresa responsabile

Un'intervista su Adriano Olivetti


2001
Edizioni di Comunità
pp. VIII - 149
€ 12,39
ISBN 9788824506243

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Presentazione di Luciano Gallino. Adriano Olivetti e il nostro tempo. I. La concezione dell'impresa. II. Tra efficienza e consenso. III. Sindacato, conflitto e partecipazione. IV. Stato sociale e qualità della vita. V. Industria e cultura. VI. Comunità e territorio. VII. Olivetti alla prova della globalizzazione. Una nota sull'intervista.



A cura di Paolo Ceri

La ricostruzione dei modi in cui Olivetti puntava a realizzare giorno per giorno la sua idea d'impresa. Un'idea che vale la pena ridefinire e discutere.

Il libro

Adriano Olivetti, scomparso nel 1960, è stato uno dei più grandi imprenditori e uomini di cultura che l'Italia abbia avuto nel XX secolo. Dire di lui che era quarant'anni in anticipo sui tempi significa oggi rischiare di fargli torto, poiché in alcuni dei campi in cui l'ingegner Adriano, come tutti lo chiamavano, operò con il pensiero e con l'azione i tempi sembrano piuttosto andare all'indietro. Missione dell'impresa, funzioni dello stato sociale, rapporto tra impresa e territorio, politiche del lavoro, cultura industriale e cultura senza aggettivi: in questi campi la maggior parte delle cose che Adriano Olivetti realizzò nelle sue fabbriche e teorizzò nei suoi testi appaiono in contrasto con quanto oggi si pratica e si scrive. Ma in simile confronto ad apparire davvero moderni, seppure in un contesto economico e sociale profondamente mutato, non sono sempre i contemporanei.
Luciano Gallino è stato assunto come ricercatore sociale da Adriano Olivetti nel 1955 e sino alla sua scomparsa ha potuto conoscere da vicino, a Ivrea, come questi pensava e operava nel quotidiano impegno di capo d'industria e, al tempo stesso, di pensatore politico, editore, promotore di piani territoriali. In questa intervista, puntualmente e abilmente sollecitato da Paolo Ceri, che a Ivrea trascorse un periodo di studio negli anni '60, Gallino ricostruisce i modi in cui Olivetti puntava a realizzare giorno per giorno la sua idea di impresa che sa conseguire elevati profitti, ma che oltre a gratificare gli azionisti pensa a trasformarne gran parte in benessere, in sicurezza, e - strano a dirsi - in bellezza, per chi vi lavora come per la comunità in cui essa ha sede. Un'idea di impresa responsabile, che vale la pena di ridefinire e discutere, senza alcun intento agiografico, in tempi che inclinano a teorizzare il suo contrario.

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