Louis-Ferdinand Céline![]() Rigodon
2007
Letture Einaudi pp. XIV - 272 € 17,00 ISBN 9788806186821
Prefazione di Massimo Raffaelli
Traduzione di Giuseppe Guglielmi
«Il vero trionfo di Céline (e della
letteratura) è che nessun film di guerra o di orrore riuscirà mai a rappresentare gli orrori
della guerra con la terrificante
potenza espressiva di questo non-romanzo». Alberto Arbasino
Altre edizioni:
Trilogia del Nord. 1994. Biblioteca della Pléiade
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Rigodon è l'ultimo libro di Céline, scritto poco prima della morte. Il testamento narrativo ed emotivo dello scrittore. Nei suoi ricordi stravolti, un viaggio attraverso la Germania in fiamme che assomiglia molto alla rappresentazione della fine dell'umanità. Il crollo del nazismo, la fuga in Danimarca, l'accusa di collaborazionismo; e soprattutto un'affascinante macchina linguistico-stilistica che, scatenata in un perpetuo assolo, sembra inseguire le sincopi del jazz.
A Rigodon Céline lavorò lentamente, con fatica, indugiando per settimane
tra continue cancellature e pentimenti.
Il mattino del primo luglio 1961 comunicò alla moglie e all'editore Gallimard che il libro era finito.
Alle diciotto dello stesso giorno un'emorragia cerebrale lo uccise.
Le prime venti pagine sono
ambientate nella casa di Meudon, alla periferia di Parigi, dove Céline deve affrontare giornalisti e scocciatori di ogni tipo, ossessionato dall'invasione dell'Europa da parte dei cinesi
e dalla scomparsa della razza bianca.
Poi il libro diventa la rievocazione
di un viaggio di tre personaggi: Céline, sua moglie e il gatto Bébert, attraverso quel cumulo di macerie
in fiamme che era la Germania
del 1944-45. È il viaggio disperato attraverso il crollo del nazismo,
verso l'agognata Danimarca.
È soprattutto una formidabile
macchina stilistica scatenata da una personalità fortemente paranoica.
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