Copertina

Laurent Binet


HHhH

Il cervello di Himmler si chiama Heydrich


2011
Frontiere
pp. 346
€ 20,00
ISBN 9788806207533

Traduzione di Margherita Botto

Praga 27 maggio 1942.
La curva di una strada appena fuori città.
L'attesa.
Lo Sten che si inceppa e la bestia bionda è in piedi, arma in pugno.
Poi, una bomba a mano esplode, la Mercedes decappottabile viene colpita e Reynard Heydrich, uno degli uomini più potenti del Reich, cade a terra.
Jan e Jozef fuggono, si nascondono in città.
Fino a quando l'umida cripta di una chiesa li accoglie, ultima culla della loro vita...

Altre edizioni: HHhH. 2014. eBook
HHhH. 2014. Super ET

Il libro

«Rifiutando gli artifici romanzeschi, Binet si attiene ai fatti accertati e ci propone un'avventura mozzafiato: quella di una scrittura vista come azione di giustizia, come un'operazione di commando, che mira a ritrovare le tracce degli eroi. O meglio: a salvare loro la pelle».
Le Monde des Livres

La storia che viene qui raccontata è una storia nota. Apparentemente nota: l'attentato a Heydrich del 27 maggio 1942.
In realtà, la sensazione è quella di leggerla per la prima volta, in tutta la sua trascinante forza narrativa e nella sua drammatica verità documentaria.
Il primo protagonista della storia è Reynard Heydrich, il braccio destro di Himmler, l'ideatore, nel gennaio del 1942, della Soluzione finale, lo sterminio sistematico degli ebrei. Heydrich è il gerarca più spietato del Terzo Reich, il macellaio di Praga, la bestia bionda. L'uomo dall'infanzia problematica, segnata da due traumi: da una parte la voce stridula e l'aspetto effeminato che gli valsero l'appellativo di capra, e dall'altra il mistero di una presenza ebraica all'interno della propria famiglia. Ben presto il giovane Heydrich comincia a trasformarsi nell'incarnazione dell'uomo ariano, ammirato da Hitler per la ferocia e per l'efficacia delle sue azioni. In una rapida ascesa politica Heydrich arriva al vertice del Protettorato di Boemia e Moravia, dove si dedica allo sterminio degli ebrei e di tutti gli oppositori al regime. Ma da Londra, la città in cui il governo ceco è stato esiliato, parte contro di lui l'offensiva della Resistenza che culminerà nell'Operazione Antropoide, cuore del libro.
I protagonisti indiscussi diventano allora due: i paracadutisti Jozef Gabcìk e Jan Kubis?, uno slovacco e l'altro ceco, ai quali viene affidato l'incarico dell'esecuzione.
In un racconto trascinante, di grande forza visiva, si segue la vita dei due uomini dal reclutamento, all'addestramento, al viaggio a bordo di un Halifax, alla meticolosa preparazione dell'agguato di via Holesovice, quando faranno la loro comparsa altri personaggi, di cui uno sarà il traditore.
HHhH riesce nella magica alchimia di mescolare, con sicurezza e coraggio, la suspense e il tormento della scrittura senza mai allontanarsi dalla verità storica e dalla memoria.

***

La ricostruzione storica è intensa e coinvolgente, ma l'interesse del romanzo e la sua grande riuscita stanno nel modo in cui Laurent Binet accompagna lo svolgimento dei fatti con le sue domande e i suoi commenti intorno all'atto stesso dello scrivere. Questioni etiche ed estetiche, le une intrinsecamente legate alle altre e che, lungi dall¿appesantire il racconto, lo arricchiscono con la zavorra dell'intelligenza.
Nathalie Crom, Internazionale

***

«"Il cervello di Himmler si chiama Heydrich". Recita così il sottotitolo di HHhH, l'appassionante esordio del giovane Laurent binet, che l'anno scorso in Francia si è aggiudicato il Prix Goncourt du Premier Roman. A cavallo tra realtà e finzione, tra ossessioni private e accurate ricostruzioni storiche, il romanzo racconta l'attentato in cui, il 27 maggio del 1942, a Praga perì Reynard Heydrich, il più spietato dei gerarchi del Terzo Reich. (...) Senza dimenticare di mettere in scena se stesso, la sua vita, i suoi dubbi e le sue ricerche alle prese con una storia sfuggente, dove non mancano i buchi neri e le flase piste. Grazie all'abile gioco di specchi, HHhH diventa allora un'affascinante riflessione sulla genesi di un romanzo tra storia e letteratura».
Fabio Gambaro - la Repubblica

Commenti

Jole 19/03/2012 12:23

Divorato in due giorni, un libro che è il diario di un romanzo di non so che....bello, dopo tante letture mi ha lasciata stupefatta. Peccato solo per i refusi...ma so che Einaudi ci metterà mano a breve, vero?


Mara Marantonio 18/09/2011 17:42

Un giovane storico francese, Laurent Binet, ha scritto uno stupendo libro, a metà strada tra il saggio storico e il romanzo autobiografico. L¿opera, uscita in Patria l¿anno scorso per le Edizioni Grasset & Fasquel di Parigi, è valsa all¿A. il ¿Prix Gouncourt du premier roman¿ 2010. Ora Einaudi lo fa conoscere al pubblico italiano col medesimo titolo originario. Binet racconta che, quand¿era adolescente, suo padre, storico a sua volta, gli parlò con emozione di un evento considerato come il colpo più importante realizzato dalla Resistenza europea: l¿attentato, effettuato a Praga la mattina del 27 maggio 1942, che costò la vita a Reinhard Heydrich, Reichsprotektor (ad interim) di Boemia e Moravia dal 27 settembre 1941, il braccio destro di Heinrich Himmler; in realtà suo autentico ispiratore. Il giovanissimo Laurent, appassionatosi alla vicenda grazie alle parole paterne, per molto tempo ha approfondito il tema, non trascurando alcun ambito di ricerca. Il frutto dell¿impegno di tanti anni è quest¿opera originale, dove l¿Autore segue le vicende dei diversi attori e, soprattutto, condivide l¿eroico sacrifico in nome della libertà di Josef Gab¿ik e Jan Kubi¿, fino a seguirli idealmente nella cripta della Chiesa ortodossa dei S.S. Cirillo e Metodio (in Praga), dov¿essi si rifugiano dopo l¿attentato da loro compiuto. Non li lascia mai, fino al tragico epilogo, quando, solo dopo ore e ore, 800 SS hanno la meglio su un gruppetto di pochi ardimentosi. Un omaggio a questi Eroi e ad una città molto amata, un contributo affascinante, da leggersi d¿un fiato, dove Storia e Memoria si intrecciano grazie ad una originalissima opera di ¿contaminazione¿.


alyabeth 29/08/2011 10:06

Un giovane storico francese, Laurent Binet, ha scritto uno stupendo libro, a metà strada tra il saggio storico -assai documentato- e il romanzo autobiografico -profondo e suggestivo-. L¿opera, uscita in Patria l¿anno scorso per le Edizioni Grasset & Fasquel di Parigi, è valsa all¿A. il ¿Prix Gouncourt du premier roman¿ 2010. Ora Einaudi lo fa conoscere al pubblico italiano con un titolo che riprende quello originario. Binet racconta che, quand¿era adolescente, suo padre, storico a sua volta, gli parlò con grande partecipazione di un evento considerato come il colpo più importante realizzato dalla Resistenza europea: l¿attentato, effettuato a Praga la mattina del 27 maggio 1942, che costò la vita a Reinhard Heydrich, Reichsprotektor (ad interim) di Boemia e Moravia dal 27 settembre 1941, il braccio destro di Heinrich Himmler; in realtà suo autentico ispiratore. L¿attentato (chiamato significativamente in codice ¿Operazione Antropoide¿ per rimarcare il fatto che l¿individuo obiettivo dell¿azione nulla aveva di umano, tranne l¿aspetto) fu opera di due partigiani -il primo slovacco, il secondo ceco: Jozef Gab¿ik e Jan Kubi¿-, due paracadutisti inviati dalla Resistenza cecoslovacca in esilio -con sede a Londra- per uccidere colui che veniva soprannominato ¿La Bestia Bionda¿ o ¿il Boia di Praga¿. Il piano aveva il totale appoggio del Governo britannico, guidato da Winston Churchill. Fino al giorno della sua uccisione (morì il successivo 4 giugno) tutti gli eventi più tragici per i quali i nazisti sono passati alla storia vedono Heydrich come protagonista o comunque in primo piano, donde la frase, nota tra le SS, che dà il titolo al libro. Hitler lo ammira e lo ritiene diverso dagli altri che lo circondano; ma forse, inconsciamente, ne teme la smisurata ambizione e spregiudicatezza...


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