José Saramago![]() L'anno mille993
2001
I coralli pp. 77 € 9,30 ISBN 9788806154844
A cura di Domenico Corradini H. Broussard
«Ho cercato di esprimere in questi poemi l'angoscia, la paura, e anche la speranza di un popolo oppresso che a poco a poco vince la rassegnazione e organizza la resistenza fino alla battaglia decisiva e alla ripresa della vita, pagata al prezzo di migliaia di morti». José Saramago |
Trasognate prose poetiche o allucinanti poemi in prosa, i trenta capitoli
dell'Anno mille993 appaiono caratterizzati, almeno al principio, da un tempo presente che conferisce a ogni segmento una statica immobilità, un'aura
atemporale fortemente simbolica. Utopia negativa, visione di un futuro di nefasta e inevitabile deriva, quest'opera
di Saramago parrebbe riallacciarsi nel
titolo al 1984 di Orwell.
Ma se la cosmovisione di Orwell nasceva dalla delusione per la deriva in
senso autoritario della rivoluzione socialista, il nucleo della prima ispirazione di Saramago è, come sempre, la sua
opposizione al regime salazarista. Anche se, nella stesura definitiva del libro,
realizzata già dopo la caduta del fascismo in Portogallo, egli si preoccuperà di
dare al suo testo un carattere universalistico forse assente dal progetto iniziale pensato nel 1974, proprio alla vigilia
della «rivoluzione dei garofani». Ad accentuare questa connotazione universalista dell'opera c'è anche la sua dimensione pittorica. Scrittore sensibile
alle arti visive, Saramago concepisce
questo suo testo stravagante come una
successione di diapositive scelte in un
settore ben delimitato della pittura europea (Dalí, De Chirico) e proiettate
nella loro staticità sulla parete bianca
con un automatismo onirico capace di
bloccare in una luce materica le immagini evocate nello spazio.
Luciana Stegagno Picchio
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