Copertina

Jorge Amado


La doppia morte di Quincas L'Acquaiolo


2005
L'Arcipelago Einaudi
pp. 82
€ 9,00
ISBN 9788806169879

Traduzione di Paolo Collo

Uno dei più esemplari e riusciti racconti dello scrittore brasiliano.

Il libro

La doppia morte di Quincas l'Acquaiolo - che è stato definito dalla critica «uno dei più esemplari e riusciti racconti» dello scrittore brasiliano - racconta la storia della vita e della morte di Joaquim Soares da Cunha, ligio funzionario delle Imposte Dirette che un bel giorno decide di mollare lavoro e famiglia e di trasformarsi in Quincas l'Acquaiolo, gran puttaniere e bevitore del porto di Bahia. Una splendida «favola per adulti» che pare un autentico distillato della scrittura di Amado: vecchi marinai, perdigiorno, truffatori, prostitute innamorate, cachaça a fiumi e zuppa di pesce, il mare, la musica...
Ha scritto Vinicius de Moraes: «Sono uscito dalla lettura di questo straordinario racconto con la medesima sensazione che avevo provato leggendo i grandi romanzi e racconti dei maestri russi del secolo XIX... Una sensazione di benessere fisico e spirituale come solo i piaceri del bere e della tavola danno quando si ha sete o fame, o del letto, quando si ama. Esso rappresenta, all'interno della narrativa brasiliana, un vertice cui dovrebbero tendere i nostri giovani scrittori».

«Verso sera, mentre le luci si accendevano in città e gli uomini lasciavano il lavoro, i quattro amici più intimi di Quincas l'Acquaiolo - Pettirosso, il Negro Frangetta, il comandante Martim e Ciclone - venivano giù dalla salita del Tabuão in direzione della stanza del morto. Bisogna dire, per amore della verità, che non erano ancora sbronzi. Avevano sì già bevuto qualche bicchiere, senza dubbio, commossi dalla notizia, ma gli occhi arrossati erano conseguenza delle lacrime versate, del sincero dolore, e lo stesso poteva dirsi per la voce impastata e il passo ondeggiante. Come si fa a rimanere completamente lucidi quando muore un vecchio amico, il compagno più in gamba, il vero vagabondo di Bahia? Quanto alla bottiglia che il comandante Martim avrebbe nascosto sotto la camicia, la cosa non venne mai provata...»

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