John Ruskin![]() Pittori moderni (2 volumi in cofanetto)
1998
I millenni pp. CXII - 2166 € 144,61 ISBN 9788806128906
A cura di Giovanni Leoni
A cura di Alessandro Guazzi
Introduzione di Giuseppe Leonelli
Moderns Painters è l'opera fondamentale di Ruskin, quella da cui tutte le altre dipendono o in cui confluiscono. La sua lettura ha ammaliato scrittori come D'Annunzio, Proust e Virginia Woolf, che lo definí «un'esperienza mozzafiato». |
Nel 1836 Turner espone i quadri della
sua ultima produzione alla Royal Academy di Londra. Durissimi gli attacchi
della critica e forti perplessità da parte del pubblico per dipinti al limite
dell'astrattismo, nei quali la rappresentazione della natura si avventurava nella ricerca di verità piú profonde e non
immediatamente visibili. Il primo a
comprendere la nuova maniera turneriana è un ragazzo di diciassette anni
del tutto sconosciuto: John Ruskin. Il
suo saggio a difesa di Turner fa scalpore. Per l'intelligenza, per la passione e
perché sembra a tutti un po' paradossale che sia un ragazzo a prendere le difese di una delle figure piú note della pittura inglese. Lo stesso Turner accoglie il
gesto con cautela se non con indifferenza. Ma per Ruskin non si tratta di un'infatuazione adolescenziale: il suo moto di sdegno è il primo atto d'amore nei confronti di un artista che presto sarebbe diventato il centro del suo grande progetto estetico.
Sette anni dopo: siamo al 1843. Ruskin
pubblica il primo volume dei Modern Painters: lo scopo iniziale è quello di dimostrare la superiorità dei moderni paesaggisti, primo fra tutti Turner, sui modelli tradizionali. I Pittori moderni diventeranno per Ruskin l'opera della vita:
al primo seguiranno altri quattro volumi
dal 1846 al 1860. L'apologia di Turner
rimane la scaturigine del pensiero ruskiniano, ma i fili del discorso si moltiplicano quasi all'infinito: l'arte italiana, la
rivalutazione dei «primitivi», la «rivelazione» di Tintoretto, l'avversione per
i fiamminghi, la riformulazione del concetto di sublime, la critica della filosofia
tedesca contemporanea, il rapporto fra
la natura e la poesia romantica inglese,
l'amore smisurato per Dante. Insomma,
Ruskin mette insieme negli anni un ribollente calderone di idee in cui entra
tutta la cultura antica, medievale e moderna. Sempre con la convinzione, suggeritagli originariamente dai quadri del
«suo» Turner, che il vero artista è un
veggente, un profeta o, addirittura, uno
«scriba di Dio», capace cioè di cogliere
e rappresentare la verità divina contenuta nella realtà naturale.
Questa edizione propone la prima traduzione integrale italiana dei Modern Painters, realizzata e annotata da Giovanni Leoni, uno dei massimi esperti di
Ruskin a livello internazionale. Il saggio introduttivo di Giuseppe Leonelli
offre un percorso di lettura che potrà
essere di molto aiuto allettore, e suscita un reticolo di suggestivi riferimenti
letterari che danno conto delle direzioni prese, a volte in modo inatteso, dai
pensieri e dalle formule ruskiniane nel
Novecento.
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