Copertina

Jean-Pierre Vernant


C'era una volta Ulisse

e anche Perseo, Polifemo, Circe e Medusa


2006
L'Arcipelago Einaudi
pp. 80
€ 9,50
ISBN 9788806180638

Traduzione di Irene Babboni

In questo piccolo libro non c'è solo una storia, ma un universo di storie meravigliose che Vernant ha a lungo studiato e analizzato e ora racconta, come un nonno al suo nipotino, facendole riemergere dalla profondità del tempo e riportandole vicinissime a noi.

Il libro

C'era una volta Ulisse, che è un eroe ma non ha nessuna voglia di partire per la guerra. Per non lasciare la sua Itaca si finge pazzo e cammina all'indietro davanti a un aratro trainato da un asino e da un bue, seminando sassolini come fossero semi.
C'era una volta una bellissima maga, metà donna e metà dea, che con i suoi incantesimi ora imprigiona le sue vittime in corpi bestiali, ora le rende più belle o addirittura immortali come gli dèi.
C'era una volta un gigante carnivoro che aveva un solo occhio in mezzo alla fronte, e un dio dei venti che viveva solitario su un'isola fluttuante. C'era una volta il giovane Perseo, che con i suoi calzari alati e il suo elmetto di pelle di cane parte alla ricerca della testa di Medusa e nel viaggio incontra mostri terribili con un solo occhio e un solo dente.
C'erano poi grandi cavalli di legno e destrieri alati, fanciulle bellissime e streghe paurose, donne alte come torri e pescatori reali, mangiatori di loto e sirene metà donna e metà uccello. E c'erano soprattutto straordinari viaggi in mari pericolosi e sconosciuti, verso mondi lontani che «non stanno da nessuna parte».

«Arriva Polifemo, enorme, una montagna umana, con un solo occhio in mezzo alla fronte, non due occhi come tu e io, no, un occhio solo, proprio al centro della fronte. Se ne sta là, fa rientrare le sue greggi, munge le pecore, dà da mangiare agli agnelli, i Greci neppure li vede perché sono piccolissimi, si sono rintanati in fondo alla grotta e battono i denti per la paura davanti a quel colosso. A un certo punto, il Ciclope getta un occhio e vede quei tipi. Dice loro:
- Ma chi siete?
Ulisse, naturalmente, gli racconta una delle sue solite storie, gli risponde:
- Siamo Greci, eravamo alla Guerra di Troia.
- E la vostra nave?
- Non ce l'abbiamo più, - risponde Ulisse, - la tempesta l'ha distrutta, veniamo qui supplicando, invocando Zeus di pregarti perché tu ci accordi ospitalità.
- E io vi darò ospitalità, - gli risponde il Ciclope, - sto per darvi ospitalità nel mio pancione, proprio in fondo al mio ventre».

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