Javier Marías![]() Domani nella battaglia pensa a me
2005
Super ET pp. 292 € 12,00 ISBN 9788806173104
Traduzione di Glauco Felici
«Ciò che commuove di piú, in un romanzo, è riconoscere situazioni
ed emozioni vere che sapevi ma non sapevi di sapere». Javier Marías |
Tutto comincia all'improvviso. In un appartamento di Madrid, Marta invita a cena Víctor. Il marito Eduardo è a Londra per lavoro, il figlio finalmente dorme. I due, che si conoscono appena, si baciano, hanno davanti un'intera notte. Ma a un tratto, Marta si sente male. Muore in pochi minuti. Cosa fare? Nulla potrebbe essere piú paurosamente casuale di quell'evento. Victor rimane impigliato nei fili misteriosi della vita della sua non-amante e ne insegue come in un labirinto i segreti, fino a scoprire a poco a poco situazioni incredibili e personaggi sfuggenti. Nessuno è quello che sembra, fantasmi e chimere hanno piú consistenza delle persone in carne e ossa (il titolo del libro è tratto dal Riccardo III di Shakespeare). Marías è bravo a disseminare la vicenda di indizi e dettagli come in un giallo e mostrarci l'altra metà della vita, quella nascosta e dissimulata. Raccontandoci l'inganno e svelandone la macchina che esso mette inevitabilmente in moto, Domani nella battaglia pensa a me racconta l'illusoria realtà in cui siamo sprofondati.
Commenti
Talvolta un libro è capace di una rivoluzione culturale; le parole affiorano da un'ispirazione geniale e sconvolgono le nostre coordinate sociali. Questa volta è l'ingegno di Marias a insinuarsi pagina dopo pagina nel lettore, a renderlo protagonista attivo di uno smarrimento, un auto-alienazione. E' un libro che proprio per questo affonda nelle tematiche più interessanti delle relazioni interpersonali. E' un testo che ci allontana dalla nostra concezione di io e non-io e inaugura un nuovo rapporto di interazione con la realtà Nulla è come sembra e la storia è fatta di instabili apparenze: trascinati su un palcoscenico dalla mano di Marias veniamo proiettati in una situazione dal sapore surreale. Una serie di avvenimenti vengono lanciati come sassi pagina dopo pagina a costruire un sentiero fino alla fine indecifrabile. E poi si arriva a quell'epilogo che tanto avrà suscitato attesa nel lettore, e quanto si era configurato come un giallo si rivela essere in realtà il contorto percorso della comprensione. Un viaggio che non approda in un intrigo poliziesco ma in una ricerca umana. Il mondo è complesso perché ciascuno lo vede a modo proprio, ciascuno ha una propria giustizia e ciascuno crede nelle proprie idee. Costretti ad una convivenza forzata noi attori dobbiamo adeguarci all'emisfero del non-io, comprimerci tra il nostro essere e l'essere altrui, ritagliarci una tana da cui guardare il mondo. E dobbiamo iniziare a pensare che forse quello che giudichiamo ridicolo non lo è poi fino in fondo ma che a cose diverse ogni volto da un proprio nome. Talvolta nella compatibilità, più volte nella dissonanza il nostro cammino si deve fare spazio tra le identità altrui, deve prestare attenzione a non violarle né fraintenderle. E il nostro vivere comincia ad essere plasmato dalla consapevolezza di una verità diversa dalla nostra.