Jason Goodwin![]() L'occhio del diavolo
2011
eBook pp. 410 € 9,99 ISBN 9788858405055
Traduzione di Cristiana Mennella
In una Istanbul che emana tutto il fascino malinconico di un grande impero in decadenza, il detective eunuco Yashim indaga su un caso che lo porterà nelle piú recondite stanze del palazzo: il serraglio del sultano.
Altre edizioni:
L'occhio del diavolo. 2011. SLBIG GRANDE
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Ci vuole uno scrittore dal talento prodigioso per restituire
la Istanbul dell'impero ottomano in tutta la sua magnificenza.
Jason Goodwin lo aveva già fatto nei suoi tre romanzi precedenti,
L'albero dei giannizzeri, Il serpente di pietra, Il ritratto Bellini,
ma in questo suo nuovo libro i misteri della Sublime Porta
sono piú affascinanti che mai.
Istanbul, 1839. L'ammiraglio della flotta ottomana è passato
tra le file dell'esercito egiziano. Toccherà a Yashim scoprire
che cosa possa aver condotto Fevzi Ahmet a tradire l'impero.
Un'inchiesta che condurrà il detective eunuco nel serraglio
del sultano, un mondo dominato dalla paura, l'ambizione
e la superstizione, un mondo in cui i segreti sono quanto
di piú sacro ci possa essere, le leggi sono sospese e le donne
possono semplicemente sparire nel nulla.
«I cannoni risuonarono sul Bosforo. Il fumo
bianco, colore del lutto, fluttuò a pelo d'acqua.
Il sultano Mahmut II era morto. Era asceso
al trono di Osman come monarca in turbante
di un impero medievale ed era morto in fez
e redingote. Nel suo lungo regno aveva dato
all'impero ottomano la sella alla francese,
una sorta di costituzione, un esercito moderno
e i fucili a percussione. Aveva annientato
i feroci giannizzeri, in quanto ostacolo
al progresso, e aveva ceduto la Grecia ai greci,
la Crimea ai russi e l'Egitto a un avventuriero
albanese di nome Mehmet Ali Pascià. Si era
costruito un palazzo moderno a Besiktas, dove
manteneva un harem come gli antichi sultani.
Nell'harem c'era il pandemonio».
***
«Leggere un noir storico di Jason Goodwin è come lasciarsi
trasportare su un tappeto magico, in uno dei luoghi
piú esotici al mondo».
«New York Times Book Review»
«Ah, se i lettori potessero applaudire e gli scrittori inchinarsi, applaudirei: che sollievo incontrare un personaggio come il detective eunuco Yashmin e non stancarsi delle sue trame, dei suoi amici, del suo mondo che, a poco a poco, inizia a diventare il tuo (...) L'indagine è difficilissima, tra intrighi, veleni, maghe e vendette remote. Buone avventure, bella scrittura, spezie e ricette turche».
Giorgio Maimone, «Gioia»
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