"Qui dunque, in ultima analisi, tratterò di storia e preistoria; lo farò non in modo accademico, ma con la precisa consapevolezza che ciò di cui parlerò ha grande importanza pratica e politica. La storia dei rapporti fra i popoli più disparati è la storia che ha modellato il mondo come lo vediamo ora, attraverso conquiste, epidemie e genocidi. Gli scontri che esamineremo qui hanno avuto conseguenze che ancora si riflettono al giorno d'oggi; alcuni di questi sono ora all'opera nelle aree più turbolente del pianeta. Gran parte dell'Africa, ad esempio, è ancora alle prese con i retaggi di un recente colonialismo. In molte regioni - il Centroamerica, il Messico, il Perù, la Nuova Caledonia, l'ex Unione Sovietica, parti dell'Indonesia - la guerriglia o la guerra civile dei giorni nostri è figlia dei contrasti tra le popolazioni indigene e i discendenti degli antichi dominatori, che ora sono al governo. Altri popoli ancora - i nativi delle Hawaii, dell'Australia, dell'America del Nord e del Sud, della Siberia - sono stati decimati a tal punto che non sono in grado di iniziare una guerra civile, ma reclamano con forza sempre maggiore i loro diritti. Una conseguenza dei rapporti di forza e dominazione tra i popoli è anche la scomparsa progressiva di molte lingue: tra le circa 6000 rimaste al giorno d'oggi, pochissime sembrano destinate a rimanere: l'inglese, il cinese, il russo e così via. Tutti questi problemi del mondo moderno sono il risultato delle diverse traiettorie storiche implicite nella domanda che Yali mi pose venticinque anni fa".
Commenti
Trovo il libro interessante anche dal punto di vista antropologico e per quanto riguarda lo studio delle civilta' extraeuropee che personalmente stimo notevolmente.