Copertina

Jan Costin Wagner


Il silenzio

Romanzo


2008
Supercoralli
pp. 256
€ 19,00
ISBN 9788806191535

Traduzione di Palma Severi

Una ragazza che non torna a casa, la sua bicicletta trovata nello stesso luogo in cui trentatre anni prima, nel 1974, era stato scoperto il corpo straziato di una tredicenne: sono troppe le analogie fra il passato e il presente, perché Kimmo Joentaa, incaricato del caso, possa pensare a due assassini diversi. Il delitto lo mette nuovamente a confronto con il suo personale dolore per la perdita della giovane moglie, sconvolge le famiglie delle vittime e scatena imprevedibili reazioni anche nei complici di quel crimine lontano.

Il libro

Nell'estate del 1974, durante i campionati del mondo di calcio, una ragazzina viene violentata e uccisa nei pressi di Turku, in Finlandia. Le indagini della polizia, condotte da Antsi Ketola, non portano ad alcun risultato.
Trentatre anni dopo, nel luogo in cui una semplice croce ricorda la vittima, viene rinvenuta la bicicletta di un'altra giovane, Sinikka Vehkasalo: uscita per andare all'allenamento di pallavolo non è più tornata a casa.
Il caso viene affidato a Kimmo Joentaa, e Ketola, andato in pensione da poco, si dichiara disponibile ad aiutarlo. Intende in qualche modo riparare a quell'insuccesso professionale che ancora gli brucia, ed è profondamente convinto che vecchio e nuovo delitto siano opera di un'unica persona: del resto i parallelismi sono davvero troppi per pensare a semplici coincidenze.
Ma il nuovo crimine non sconcerta solo la polizia e i genitori delle due ragazze, annichiliti gli uni dallo strazio recente, gli altri da un dolore antico e incancellabile. Riattiva anche il ricordo di uno dei complici di allora che si è frattanto costruito una famiglia, ha un buon lavoro, insomma conduce un'esistenza rispettabile. Il viaggio che intraprende nel passato si trasforma per lui in un implacabile confronto con la propria coscienza, con una responsabilità troppo a lungo rimossa.

«Nel secondo romanzo incentrato sul commissario Kimmo Joentaa, Jan Costin Wagner conferma di essere un autentico maestro nell'analizzare gli incerti confini della moralità».

«Die Zeit»

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