Il libro
«Sette menzogne sa espandere lo spirito e rinvigorire la mente in una dimensione ben più vasta di quanto molti altri libri non facciano nel doppio delle sue pagine... Ingegnoso».
The Guardian
«Il romanzo è sorretto da una struttura che avvinghia il lettore fin dall'inizio con una sequenza di rivelazioni ben controllate che sanno legare personaggi, temi e trama in una sola lettura avvincente e ricca di gratificazioni».
Spectator
«Poe per il ventunesimo secolo».
Salon
Un bicchiere di vino rosso gettato in pieno viso durante una festa - un'onta immotivata eppure avvertita come ineluttabile - è la scintilla che innesca un viaggio a ritroso nella vita di Stefan Vogel. Nato e cresciuto nella Germania Est pre-perestrojka, Stefan accetta di avallare e perpetrare la bugia materna di sé come poeta d'avanguardia sperando di farne uno strumento di riscatto sociale e di fuga verso il luogo che solo incarna ogni sua aspettativa e ambizione: gli Stati Uniti d'America. La via imboccata, che dal plagio quasi naif giunge fino al vile tradimento, in un percorso di costante autodegradazione, sembrerebbe condurlo alla meta. Ma non basta un oceano a fermare le menzogne ormai sbrigliate. Né una vita a espiarle.
Il sogno americano e il suo fallimento acquisiscono in questa rivisitazione inedita lucentezza, grazie a una scrittura elegante e misurata, perfettamente idonea, nella sua ricca sinuosità, a esprimere tanto i dissidi interiori di un antieroe ambiguo e fragile, quanto il ritmo incalzante di un plot fitto e ben congegnato.
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