Copertina

Imma Forino


Uffici

Interni arredi oggetti


2011
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. XVIII - 378
€ 25,00
ISBN 9788806201814

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Introduzione. - I. Lo spazio di un uomo. - II. Le stanze degli impiegati. - III. I panottici industriali. - IV. La scienza dellufficio. - V. Il progetto umano. - VI. Always on! - Un mondo che ci governa? - Riferimenti bibliografici. - Indice dei nomi.



Scenario di quotidiana relazione fra le persone, luogo prediletto di autodeterminazione e sopraffazione nel quale si riflettono le tensioni e le gerarchie sociali, l'ufficio costituisce fin dalla nascita del mondo industriale un fattore decisivo del processo sociale ed economico: le sue articolazioni coinvolgono, su scala planetaria, l'esistenza di milioni di esseri umani che operano nel segno del progresso e delle sue contraddizioni.

Il libro

Indagare significati e complessità di una variabile fenomenologia di interni, arredi e oggetti è pertanto compito che attinge alle risorse della sociologia e del pensiero architettonico, della letteratura e del cinema, della storia economica e del design. L'evoluzione di una vicenda, che lega ambienti e strumenti del lavoro immateriale ai concreti destini di singoli e collettività, è ricostruita dall'autrice a partire dai suoi lontani antecedenti con agilità di disegno, qualità di informazione e di sintesi.

***

«È davvero molto istruttiva la lettura del saggio di Imma Forino (...) che insegna architettura degli interni al Politecnico di Milano. Ma l'architettura, in questo libro denso e ricchissimo di notizie, è sempre immersa in una storia umana lunga e complessa, nella quale l'economia gioca il suo ruolo assieme alla psicologia, alla storia sociale, e a quella del gusto estetico (...) Anche se non trascura la letteratura e il cinema, è di luoghi reali che si occupa Imma Forino. È una vera e propria arte, non si può definire in un altro modo, quella che ci viene raccontata in questo libro. Ed è notevole il numero di saperi umani, tecniche, convinzioni filosofiche che partecipano attivamente alla storia di quest'arte».

Emanuele Trevi, «la Repubblica»

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