Copertina

Hari Kunzru


Le mie rivoluzioni


2011
Supercoralli
pp. 298
€ 22,00
ISBN 9788806193713

Traduzione di Andrea Sirotti

Michael Frame osserva i preparativi per la festa del suo cinquantesimo compleanno: un quadretto di assoluta serenità famigliare che nulla sembra in grado di scalfire. Non fosse che Michael non si chiama Michael, oggi non è il suo compleanno e nessuna fuga è per sempre.
«Michael» incomincia a capirlo quando nella sua seconda vita ritornano Miles, un ex compagno di lotte intenzionato a coinvolgerlo in un piano molto diverso da quelli della loro gioventù, e Anna, la donna che aveva amato e di cui era certo di aver visto il cadavere.
Con l'educazione sentimentale e politica di uno studente che, per fedeltà ai propri ideali, sceglie il terrorismo, Hari Kunzru racconta i compromessi, le delusioni, le inesauribili utopie di ogni generazione.

Il libro

Michael Frame osserva i preparativi per la festa del suo cinquantesimo compleanno: gli operai tirano su i tendoni in giardino, la donna che è la sua compagna da sedici anni sistema gli ultimi dettagli e la figlia è appena tornata dall'università per partecipare ai brindisi. Cosa potrebbe turbare la vita di Michael, quella serenità da mezza età così simile a un tardo pomeriggio di festa, a una dichiarazione di pace?
Per esempio che Michael Frame non si chiama Michael Frame, che il suo vero compleanno non è oggi e che la sua stessa esistenza, la vita che si è faticosamente costruito negli ultimi trent'anni, sta per crollare come un edificio in un attentato e se non vuole rimanerne sepolto deve fuggire: trovare il passaporto («l'unico dato veritiero è "cittadino britannico"»), il battello per la Francia, far perdere le proprie tracce.
Ma non puoi nasconderti per sempre: una lezione che ha imparato qualche settimana prima, quando Miles è tornato a farsi vivo con chissà quali piani in testa. Miles è un ex compagno di lotta di Chris Carver, il vero nome di Michael, un amico di quando, poco più che ragazzi alla fine degli anni Sessanta, combattevano per la rivoluzione. Di quando, insieme a migliaia di altri giovani, insieme ad Anna e a Sean, partecipavano a interminabili assemblee, ai cortei, agli scontri con la polizia, e la felicità che ti esplodeva nel sangue era tale solo perché condivisa. La rivoluzione a quei tempi sembrava a portata di mano, vicina come una canzone dei Beatles o degli Who che filtra da una finestra, come il cuore pulsante della donna accanto a cui si passa la notte. E se la rivoluzione si allontanava un po', allora sembrava giusto rincorrerla nelle regioni in cui l'utopia sfuma nel terrore, negli scontri a fuoco, nella violenza di una guerra dichiarata al mondo intero.
Rivoluzioni sognate in gioventù, rivoluzioni imposte dal tempo nel quotidiano tradimento di ciò che eravamo, quando si cambia rotta e la si cambia ancora, convinti di seguire la stessa stella polare.
Una distanza, quella che separa ciò in cui credevamo da ciò che siamo diventati, che a Chris era sempre apparsa incolmabile. Ma quando, in uno sperduto paesino francese, gli sembra di incontrare Anna, la stessa Anna di cui credeva di aver visto il cadavere, capisce che le rivoluzioni, a volte, ti riportano al punto di partenza.

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