Copertina

Hans Magnus Enzensberger


Alfonso Berardinelli


Che noia la poesia

Pronto soccorso per lettori stressati


2006
Supercoralli
pp. 160
€ 16,00
ISBN 9788806175238

Traduzione di Enrico Ganni

La porta della poesia è sempre aperta: basta entrare.

Il libro

Chi pensa che la poesia sia noiosa, inutile ed estranea alla nostra vita commette un errore. Perché in realtà il nostro cervello è letteralmente invaso da versi più o meno facili: dalle ninnenanne alle filastrocche, dalla pubblicità alle canzoni. Per quale motivo allora tanta gente proprio non sopporta la poesia? È a questa domanda che cerca di rispondere il libro di Enzensberger e Berardinelli, dicendoci che cosa significa scrivere e leggere versi, spiegandoci secondo quali regole i poeti riescono a giocare meravigliosamente con le parole e fornendoci anche qualche indicazione sul «fai-da-te».
Fra lettura e studio, ci viene suggerito, non dovrebbe esserci grande differenza: da Dante, il più difficile dei poeti, a Sandro Penna, in apparenza facile, leggere bene e con passione è già studiare.

È diffuso un luogo comune secondo cui la poesia sarebbe riservata agli addetti ai lavori e di cui la maggioranza delle persone non può capire niente. Non è vero. Nel cervello di ognuno di noi continua a ribollire una quantità di versi. Abbiamo in testa centinaia di canzonette, dai vecchi classici della canzone napoletana fino al rock, al reggae e agli ultimi successi delle hit parade... Tutte queste cose sono in versi. Versi che conosciamo benissimo, senza fatica, senza pensare che sono versi. Senza bisogno di commenti e di note. Senza lezioni e seminari. Soprattutto senza imposizioni...
Come dicono gli autori di questo libro - scritto a quattro mani da un tedesco e un italiano -, la prima cosa da fare è perciò dimenticare quello che ci hanno fatto credere, quello che abbiamo imparato e disimparato a scuola. Dobbiamo ricominciare da capo: sentire il ritmo, la misura dei versi, la musica delle parole più comuni, il piacere delle parole più precise, collocate nel punto più giusto o più imprevisto...
Che noia la poesia è un libro di tecnica poetica accessibile a tutti, un libro di giochi verbali e di metodi di composizione: canzoni, ballate, sonetti, inni ed epigrammi, esempi di poesia eccellente e di poesia pessima o ridicola. Si parla di rime e di strofe, occidentali e orientali, di versi regolari e di versi liberi, di testi carichi di pensiero e di testi inafferrabili e insensati. Si fa vedere come funziona una poesia e perfino come si può scriverla. Il lettore troverà anche parecchi testi poetici di tutte le epoche: Catullo e Zanzotto, Shakespeare e Brecht, Leopardi e Sergio Tofano. In fondo la poesia dimostra che con la lingua si può fare di tutto, anche le acrobazie più impensabili: dire moltissimo in due versi, dire quasi niente in molte strofe. Raccontare, dialogare, scherzare, arrabbiarsi, sognare, riflettere.
La poesia è il genere letterario, la forma di scrittura più elastica, economica e maneggevole. La maggior parte dei testi non occupa più di una pagina. E gli strumenti di produzione sono i più accessibili e semplici: con un foglio di carta e una penna si può scrivere L'infinito, la più irresistibile poesia d'amore, o il più feroce epigramma contro i potenti.

Commenti

liz.caloi 04/01/2012 22:09

Che noia la poesia! assiste gli aspiranti (come anche i provetti) poeti/lettori nelle parti più intricate della foresta-radice-labirinto della poesia. E se l'interpretazione fosse sempre sovrainterpretazione?


Ci sono 1 commenti per questo libro 1
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