Gustavo Zagrebelsky![]() Sulla lingua del tempo presente
2010
Vele pp. 66 € 8,00 ISBN 9788806207748 L'uniformità della lingua, lo spostamento di parole da un contesto all'altro e la loro continua ripetizione sono il segno di una malattia degenerativa della vita pubblica che si esprime, come sempre in questi casi, in un linguaggio stereotipato e kitsch, proprio per questo largamente diffuso e bene accolto. |
«Noi non solo pensiamo in una lingua, ma la lingua "pensa
con noi" o, per essere ancora piú espliciti, "per noi"».
Nell'Italia di oggi, per fortuna, non vi è un ministero
della propaganda a forgiare una lingua che influenzi le
coscienze, addormenti le resistenze e spinga al pensiero
unico; eppure è difficile negare che il linguaggio usato
dalla politica e amplificato dai mezzi di comunicazione
di massa ruoti attorno a espressioni, parole, frasi che
ricorrono sempre di piú, si fanno senso comune, sono
spesso udite ma non certo indagate e capite a fondo.
Gustavo Zagrebelsky passa in rassegna una serie di questi
«luoghi comuni linguistici» e denuncia il rischio che
sia questa lingua a pensare per noi, e che i cittadini vivano
immersi, senza rendersene conto, in una rete di significati
che, se pure gli sfuggono, nondimeno strutturano
la loro esperienza, danno forma alla loro vita politica, in
ultima analisi regolano e limitano le loro possibilità di
comunicare.
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