Goliarda Sapienza![]() Il vizio di parlare a me stessaTaccuini 1976-1989
2011
eBook pp. XII - 258 € 9,99 ISBN 9788858405130
A cura di Gaia Rispoli
Prefazione di Angelo Pellegrino
Prima c'è un bicchiere di vino, poi una sigaretta, infine
un taccuino su cui scrivere le cose che non si vogliono
perdere. Sono i tre vizi di Goliarda Sapienza:
ognuno comporta un piacere privato e la gioia
di condividere con gli altri un universo di pensieri.
Ogni giorno, con il gusto di correre dietro alla vita
e di fermarla sulla carta, Goliarda dà forma
a un racconto lungo vent'anni.
Altre edizioni:
Il vizio di parlare a me stessa. 2011. Supercoralli Italiani
|
«Ricordare è tutto: l'etica fondamentale
della vita».
È con questa consapevolezza che l'esperimento
giocoso di compilare taccuini diventa
per Goliarda Sapienza un'abitudine,
un esercizio letterario e mnemonico,
e infine un vizio di cui non può fare a meno.
Anno dopo anno si scopre attenta a
riportare tutto quello che più la colpisce,
perché poche volte si assiste a «qualcosa
di possente e primario», ma con la stessa
gioia prende la penna anche solo per ricordare
un viso, immortalare un orizzonte
viola, appuntare un pensiero trasportato
dal vento forte, durante una camminata
lungo il mare.
Nelle ottomila pagine di quaderni,
agende, fogli irregolari, densi o a volte appena
scarabocchiati, si trova la vera voce
di Goliarda. Quella riservata a se stessa,
intima e diretta, che allo stesso tempo
confida al lettore la sua storia, senza
omettere nessun dettaglio: gli umori incostanti,
gli inciampi e le sorprese nella
quotidianità e nella scrittura, gli autori
più amati e i viaggi che hanno modificato
per sempre la percezione dello spazio.
Tra le pieghe degli appunti spiccano poi
le riflessioni politiche e l'analisi delle differenze
generazionali, che rivelano il cambiamento
di una società che inseguendo
un'utopia si è ritrovata davanti a una violenta
menzogna.
Ma è sicuramente il tocco personale e
profondo di Goliarda a illuminare e rendere
preziosi i suoi taccuini. Il rapporto
unico con la madre, i legami più importanti,
gli amici che muoiono troppo presto, il dolore di non aver avuto figli e
l'amore pieno per quegli «altri figli», i
protagonisti dei suoi libri: prima fra tutti
Modesta, che lascia le pagine dell'Arte
della gioia per diventare persona in carne
e ossa insieme ad Angelo, Citto, il fratello
Carlo, Moravia e Zavattini.
Ci sono alcune protagoniste della storia,
come Virginia Woolf e Maria Giudice,
che hanno «osato entrare fra i grandi
senza tradire il loro essere donna».
Con i suoi taccuini, Goliarda Sapienza
ci mostra come si raggiunge quest'obiettivo.
«Hai una casa qui, puoi sostare un poco. Hai trovato
una cucina che almeno per un'altra ora ti terrà al caldo
e ti darà il tempo di ripensare la vita. Che cos'è la vita,
se non ti fermi un attimo a ripensarla?»
***
«Ogni dieci anni Goliarda avrebbe riscritto lo stesso romanzo, modificandolo, reinventando se stessa e la propria vita. Ma da viva quasi nessuno ne capì la grandezza, L'arte della gioia venne pubblicato postumo, e Lettera aperta III rimase così, romanzo interrotto, desideroso di essere e tuttavia impossibilitato. A colmarne l'assenza questi taccuini che di Goliarda fanno eroina in lotta contro un Novecento italiano troppo spesso inadeguato»
Tiziana Lo Porto, «la Repubblica»
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