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Glenn W. Most


Leggere Raffaello

La "Scuola di Atene" e il suo pre-testo


2001
Saggi
pp. XII - 96
€ 18,59
ISBN 9788806146924

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Elenco delle illustrazioni. Nota dell'autore. Introduzione. I. Che cosa c'è in un nome. II. Rappresentare la filosofia. III. La Scuola di Atene e il suo pre-testo. IV. Da Platone a Raffaello. V. La sede del convegno filosofico. VI. Leggere Raffaello. Appendice. Bibliografia scelta.



Traduzione di Daniela La Rosa

«Ogni bellezza è un mistero e nessuna bellezza ci avvince maggiormente di quella che resiste con successo ai nostri tentativi di comprenderla: questo è uno dei motivi della fascinazione che la Scuola di Atene non manca di esercitare nei confronti di chiunque la guardi - come la Primavera di Botticelli, la Monna Lisa di Leonardo, la Tempesta di Giorgione. Ma, a differenza di queste opere, l'affresco di Raffaello sceglie di rappresentare come soggetto principale proprio l'attività intellettuale della comprensione e, nel farlo, solleva questioni la cui importanza e le cui implicazioni si estendono ben oltre questo singolo dipinto, per investire gli aspetti fondamentali di ogni comunicazione pittorica».

Il libro

Nel 1510 Raffaello affrescò, su una parete della Stanza della Segnatura, in Vaticano, la cosiddetta Scuola di Atene. Rappresentazione particolare della filosofia ed espressione di un'eccelsa realizzazione pittorica e compositiva, quest'opera ha influenzato gli ultimi cinque secoli della nostra cultura (Goethe la defini «il piú importante dei quadri»), coinvolgendo eminenti studiosi e critici d'arte in ripetuti quanto insoddisfacenti tentativi di interpretazione. Molti di loro provarono ad assegnare un nome a ciascuna delle numerose figure ritratte da Raffaello, nella convinzione che tale metodo fosse l'unico in grado di condurli alla comprensione dell'affresco; ultimamente, però, questo approccio è stato definitivamente abbandonato, restituendo cosi intatti alla Scuola di Atene il suo mistero e la sua impenetrabilità.
Glenn Most, con un ragionamento sorprendente e storicamente fondato, è giunto alla conclusione che la fonte di questo mirabile affresco si trovi in un passo del
Protagora di Platone, in cui ritroviamo gli stessi elementi interpretativi e la medesima grandiosità. L'autore è però convinto che la Scuola di Atene sia qualcosa di ben superiore a una semplice trasposizione pittorica del testo platonico e, mediante un'analisi precisa e brillante, scopre nell'affresco complessi ed eruditi rimandi alla filosofia neoplatonica dell'epoca, nonché insistiti richiami a elementi etruschi, in accordo con il gusto allora predominante.
Questi particolari consentono una lettura nuova e piú completa dell'opera di Raffaello e ci spingono a interrogarci sui limiti interpretativi di una simile indagine e sulla possibilità di applicarla ad altri dipinti.
Ne scaturisce una sorta di modello esemplare di approccio all'opera d'arte come progressiva decifrazione del suo segreto nascosto.

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