Copertina

Giulio Salierno


Fuori margine

Testimonianze di ladri, prostitute, rapinatori, camorristi


2001
Gli struzzi
pp. XVIII - 238
€ 13,43
ISBN 9788806159696

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Introduzione. Ieri. Il boss. Il «Mostro di Nerola». Un amico. Il malavitoso.Oggi. L'aspirante scippatore. Lo spacciatore col decalogo. Il rapinatore. Il camorrista. La bicicletta. Lo sfigato. Non colpevole? Il sequestratore. 'O muschillo. Il carrierista. Il trans. La pornostar. Domani. Dietro l'angolo.



«Napoli è una città senza Dio. Raffaele Cutolo ne faceva le veci. Sono entrato nella Nuova Camorra Organizzata nel 1979. Avevo 17 anni. Possedevo vaghe notizie sulla Nco e sul suo fondatore e leader, Cutolo. Però, ero spinto da una speranza: diventare uomo, acquistare dignità»

«Con la mia fica mantengo anche voi italiani. Già, proprio cosí. Io, e tutte le altre migliaia di ragazze albanesi che battono in Italia, mandiamo, tutti i giorni, tutti i santissimi giorni, festivi compresi, centinaia e centinaia di milioni in Albania. Un fiume di soldi che, altrimenti, dovreste alimentare voi, con le tasse, per mantenere in piedi quel cretinissimo protettorato che avete instaurato nel mio Paese»

«Era stata una rapina da manuale. Clamorosa, clamorosissima. Finí in prima pagina. Giornali, Radio e tv ne parlarono per giorni. Eravamo in sette, trentenni. Armati di mitra e pistole, assaltammo con un bulldozer un furgone blindato portavalori su una rampa d'uscita dell'autostrada Roma-L'Aquila. Un attacco da commandos. Eppure nessuno di noi sette aveva fatto il militare»

Il libro

Fuori margine è il frutto di centinaia di interviste raccolte nelle carceri italiane, nei quartieri del disagio, fra la manovalanza della criminalità. Da questo immenso serbatoio di vite e racconti, Giulio Salierno ha scelto una ventina di personaggi. A parlare sono proprio loro, i ladri, i rapinatori, gli spacciatori, le prostitute, i camorristi. Raccontano con semplicità, senza giri di parole, la loro vita, i crimini commessi, i loro amori, i loro odi e i loro sogni spezzati. Non cercano giustificazioni, non accusano nessuno. Descrivono la realtà in cui sono nati e vivono. Conoscono bene solo il carcere, i rischi quotidiani. A volte braccati, altre in semilibertà, sempre con i sensi all'erta, i nervi tesi, non credono al futuro. Protagonisti e vittime di un conflitto senza sbocchi, combattono una guerra senza bandiere e senza ideali.
Rivivono, nelle loro intense parole, drammatiche e sofferte avventure. I difficili percorsi dall' Africa e dall'Est sino al nostro Paese, i conflitti interetnici, gli scontri spietati tra malavitosi albanesi, nigeriani e italiani. Ma tutto sempre con un'innocenza di fondo, mai simulata o cercata. I «delinquenti», le «mignotte», non fìngono: uccidono e lo dicono, battono sui marciapiedi e lo raccontano. Un libro che toglie ogni alibi alla nostra falsa coscienza, spoglia il nostro sistema sociale dei veli che ne coprono la spietatezza, e ci costringe, anche contro voglia, ad andare alle radici del problema.

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