Giulio Cattaneo ricostruisce in quest'opera gli anni romani di Gadda attraverso un sapiente montaggio di sue citazioni. E l'effetto comico è straordinario. Gadda a contatto col quotidiano: implacabile spirito sarcastico, tagliente antiretorica, lucidità e nevrosi all'ennesima potenza. Ma dietro al riso si avverte chiara la sofferenza, di fatto mai negata e che pure ci avvicina a Gadda.Fino all'ultima battuta che, dopo la ridda di pittoresche invettive e follie precedenti, colpisce per la sua nuda tristezza. Un intervistatore interroga Gadda e l'autore risponde: "Come giudica Carlo Emilio Gadda?" "Una infelice creatura, sfortunata e infelice".
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