Copertina

Giovanni Gozzini


Renzo Martinelli


Storia del partito comunista italiano VII: Dall'attentato a Togliatti all'VIII congresso


1998
Biblioteca di cultura storica
pp. XVII - 659
€ 41,32
ISBN 9788806149055

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Introduzione. I. Il quarantotto. II. I comunisti in lotta. III. Un partito «nazionale e internazionalista». IV. Il VII congresso. V. Un partito diverso? VI. L'apertura a sinistra. VII. Gli operai e lo sviluppo. VIII. Politica e cultura. IX. La destalinizzazione. X. L'VIII congresso.



Dalle elezioni del 18 aprile 1948 all'VIII congresso nel 1956: l'attentato a Togliatti, i morti di Modena del gennaio 1950, la morte di Stalin nel 1953, l'allentamento della tensione internazionale scandiscono le tappe sanguinose dell'elaborazione travagliata e conflittuale della linea politica del PCI, tra continue oscillazioni, rotture, ricomposizioni, inversioni di tendenza. È l'esito di un confronto costante tra uomini che combattono per le opzioni politiche in cui credono.

Il libro

Tra il 1948 e il 1956 il PCI conduce una lotta politica aspra, che riflette la contrapposizione internazionale della guerra fredda e le esasperate tensioni della società italiana. Passando attraverso la scomunica di Tito, l'attentato a Togliatti, i morti di Modena, l'occupazione delle terre, i comunisti italiani si affermano come una rigida e centralizzata organizzazione di combattimento che lotta per resistere a una tenace repressione e all'isolamento politico, senza abbandonare il terreno della democrazia.
Con il 1953, l'anno della morte di Stalin e della sconfitta della «legge truffa», il clima si fa meno incandescente. La situazione politica si rimette in movimento, alla confusa ricerca di una «apertura a sinistra» in direzione del Partito socialista, sostenuta apertamente anche dal PCI. Ma questa ricerca viene bruscamente interrotta dai drammatici avvenimenti del 1956: la destalinizzazione avviata da Chruscëv, l'invasione sovietica dell'Ungheria approvata dai comunisti italiani. Anche l'importante rinnovamento compiuto dal PCI al suo VIII congresso, attraverso l'adozione di una autonoma «via italiana al socialismo», ne risulta profondamente condizionato.
Fonti archivistiche inedite, sia italiane che straniere, costituiscono la trama di questo volume, dal quale emerge un ritratto nuovo del PCI negli anni del centrismo: un quadro tutt'altro che monolitico e spesso contraddittorio, composto dalle vivaci discussioni e dagli acuti conflitti che animano il gruppo dirigente, dal rapporto difficile e tormentato che la macchina organizzativa e la cultura del partito instaurano con il rapido mutare della società italiana.

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