Giorgio Pressburger![]() L'orologio di Monaco
2003
Supercoralli pp. 206 € 15,00 ISBN 9788806164485 Se un uomo guarda tanto indietro da superare il proprio passato, e si tuffa nell'esistenza di chi l'ha preceduto, può forse ritrovarsi, e scoprire che «cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti». |
Questo libro rincorre con forza il tempo, facendo di un'ossessione privata - la genealogia - un centro caldo, gravido di storie. Ogni racconto segue a modo suo la scia di un antenato: grandi rabbini, grandi rivoluzionari, grandi uomini (come Marx, Heine, Mendelssohn), e soprattutto una folla di umili, «gente prona alla vita», con storie bellissime e durissime alle spalle. Nella convinzione che «tutte le vite, piccole e grandi (se si può fare questa distinzione), sono intrecciate l'una con l'altra».
Ed è così che gli avi illustri, determinanti per la storia dell'umanità, possono stare davvero vicini, sulla carta e nella memoria di un uomo, a quelli inghiottiti dall'oblio: come lo zio Francesco, eccentrico morfinomane, cameriere negli anni '30 del Caffè New York, il locale più alla moda di Budapest; come il rabbino di Cifer, autore di un rovinoso patto con Dio; come lo zio Paolo, macchinista ferroviere, appassionato scultore, comunista tutto d'un pezzo che scese a compromessi una sola volta nella sua esistenza, per amore dell'arte.
In ogni pagina le intersezioni tra le storie private e la grande storia otto-novecentesca dànno spessore e autentico pathos a un libro rigonfio d'umanità. Un libro in cui persino un cane può diventare l'emblema di una fedeltà ad oltranza capace di opporsi alla ferocia degli eventi che tutto travolgono.
Fino all'ultimo racconto, scritto dal figlio dell'autore, in cui il vortice delle storie e della storia si arresta senza dolore nel culto consapevole di un'eroica medietà.
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