Giorgio Ficara![]() RIVIERALa via lungo l'acqua
2010
Frontiere pp. 192 € 18,50 ISBN 9788806157302
Da Portofino a Bordighera, da Landless John
a Clarke Gable, dagli ulivi ai leudi, ai capitani,
ai marinai senza nome, alle parole strette in mezzo ai denti, la Riviera come luogo dell'anima. |
Ogni viaggiatore fugge segretamente dall'angoscia di essere colui che attraversa il mondo senza conoscere nessun luogo. Ogni viaggiatore lo sa. I luoghi sono profondi. Se non ne conosci le storie, le parole e le cose, le storie annidate dentro le cose e le parole, stai solo calpestando un suolo.
La Riviera che trovi in queste pagine è un viaggio più nel tempo che nello spazio. Dalle sue profondità arrivano fino a te che leggi Portofino, dall'epoca di Landless John a quella di Rita Hayworth, e Bordighera, Rapallo, dai giorni di Ezra Pound a quelli di Marcello Mastroianni, e la Genova dei Doria e dei marinai senza nome, Camogli, i caruggi e Portovenere, i leudi, che possono arrivare fino a Buenos Aires, i gozzi che scintillano - gialli, celesti, bianchi, verdemare - al sole, le case, le finestre e i capitani, che abbandonavano la paura appena levate le ancore e che sapevano uscire da ogni mare. E la buridda di pesce, il vermentino, il macramé, il camallo e il bacàn, parole e cose che nel tempo non hanno esitato ad attraversare l'oceano per suonare differenti eppure uguali anche agli antipodi.
Accanto a cose, luoghi e parole ti trovi dentro alla storia del Saraceno, che viveva con i figli e i soldati in una torre a picco sul mare, a quella della bellissima polena naufraga al largo delle Azzorre, o a quella del Cristo miracoloso di Varazze. Ciò che ti porta su questa via lungo l'acqua, luogo circoscritto e a un tempo universale, non è mai nostalgia, non è in alcun modo un dolore del ritorno, ma al contrario la ricerca di un senso essenziale dell'esistere che l'autore insegue nelle storie del mondo sul filo di una scrittura avventurosa ed esatta. Sette milioni di anni fa, racconta Giorgio Ficara, migrando dall'Africa sul fondo di un Mediterraneo ancora senz'acqua, sono arrivati sul monte di Portofino i convolvoli rosa che ora ci sembrano così nostri. Come dire, se sei di queste parti, trovi te stesso solo se ti riconosci fatto di lontananze.
Commenti
(...) L¿altro giorno, a Roma, cielo azzurro, estate, ho ricevuto un regalo: un libro che s'intitola Riviera, di un autore che non conoscevo, Giorgio Ficara. Una folgorazione. L'ho letto in due giorni e l'ho subito riletto. Non è un saggio e non è un romanzo, è entrambi ed è di più. È la mitologia poetica di un luogo, delle storie che vi si sono incrociate, delle persone che ci vivono o ci sono passate, capitani, contadine, divi, saraceni, e soprattutto di una terra, del suo sospingersi incessante sul mare, degli arrivi e delle partenze che, sospese tra cielo e mare, ci raccontano la profondità del tempo e il mistero di uno spazio. Inizia in un modo per cui subito capisci di avere in mano un Libro con la elle maiuscola - con i convolvoli africani vecchi di sette milioni di anni che fioriscono a maggio e finisce in una cucina, che mi ha ricordato in modo struggente quella di mia nonna in quello stesso luogo della Riviera di Ponente in cui qualche giorno prima ero tornata. E così (...) con un regalo ne ho avuti due: una lettura che mi ha incantato - e mi avrebbe incantato anche se non avessi mai visto quei luoghi - e un oggetto, un libro Enrico Paulucci Paesino ligure copertina bellissima, tra l'altro, di un color glicine d'aprile e con un quadro di Paulucci in sopracoperta bianca che, oltre a rappresentare un paesino ligure, richiama subito il rosa slavato e l'azzurro dei convolvoli che danno inizio alla narrazione (sì, la narrazione) un libro, dicevo, che fissa la memoria di un tempo e di un luogo che avevo appena rivisto, del quale mi ero appena re-inebriata al profumo del gelsomino e che, da sempre, mi è carissimo. Davvero un regalo prezioso, che dopo aver soggiornato per un po¿ sul comodino, troverà posto nello scaffale dei miei libri preferiti, quelli che ogni tanto riguardo per averne parole, o pensieri, o bellezza. (...) Silvia Zamagni (tratto da http://bookcrossing.splinder.com/)