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Gianni Marongiu


Storia del fisco in Italia. Vol. II

La politica fiscale della sinistra storica (1876-1896)


1996
Biblioteca Studio
pp. XVII - 574
€ 21,69
ISBN 9788806140663

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I. L'eredità della Destra storica. Il. Dal primo al secondo Governo Depretis; il pareggio tra immagine e sostanza. III. Il primo Governo Cairoli tra il nascente protezionismo e la proposta abolizione del macinato. IV. La Sinistra tra Depretis e Cairoli; dalla scomparsa del macinato all'abolizione del corso forzoso. V. Il trasformismo. VI. La crisi agraria. VII. La legge di perequazione fondiaria. VIII. Finanza e protezionismo nel tramonto politico di Depretis. IX. I Governi Crispi tra le necessità di uno Stato forte, la crisi economica e la debolezza dei propositi finanziari. X. Da Rudini a Giolitti; un intermezzo sui problemi economico-finanziari. XI. Il tramonto di Crispi. XII. La politica fiscale della Sinistra; le riflessioni in punto di equità, di modernità e di coerenza. XIII. L'abbandono delle regole.



In questo volume sono analizzati tempi e modi in cui la Sinistra storica per allargare le basi di consenso dello Stato unitario sbiadí il ruolo della politica finanziaria e fiscale nel programma di governo. Una sintesi storica che traccia, da Depretis a Crispi, un quadro finanziario significativo per il nostro paese.

Il libro

Con la Sinistra storica, e vieppiú con il passaggio da Depretis a Crispi, sbiadí il ruolo della politica finanziaria e fiscale nel complessivo programma di governo: ci si comportò come se le relative opzioni avessero una valenza solo tecnica e quindi fossero subordinate e inidonee a indirizzare e modificare il tracciato delle scelte di governo e del Governo. Si avviò cosí, nella seconda metà degli anni Ottanta, una finanza dell'emergenza, di una continua emergenza, tant' è che « una tregua di Dio » si invocò, significativamente, quando, dal 1894, si vollero recuperare i perduti equilibri di bilancio. In sintesi se, complessivamente, la Sinistra lavorò per allargare le basi di consenso dello Stato unitario oltre i limiti di quella costituzione oligarchica che ne aveva segnato la nascita, l'offuscamento e l'abbandono delle «regole» nel governo della finanza pubblica segnarono un arretramento rispetto al processo di modernizzazione dell'Italia.

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