Copertina

Gianfranco Contini


Postremi esercizi ed elzeviri


1998
Fuori collana
pp. VIII - 274
€ 28,41
ISBN 9788806142070

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Critica generale e monografica: Leggere Dante. Il Fiore. Postfazione 1988 a Italia magica. Introduzione ad Accopiamenti giudiziosi. Contini presenta Pierro.
Registrazioni: La forma di Dante: il primo canto della Commedia. Per una nuova edizione dell'Acerba. De Florencia al Brasil, de Vicenza a la Patagonia. I Promessi Sposi nelle loro correzioni. La personalità e l'arte di Montale.
Epicedî: Una parola per Giacomo Debenedetti. Istantanee montaliane. Capitini alla Normale. Il menu dipinto [Filippo De Pisis]. Per Cesare Angelini. Il "doppio" scomparso [Armand Mastrangelo]. Émile Benveniste. Per Bilenchi e i suoi "amici". Antonio Pizzuto, investigatore. Ricordo di Alberto Apponi.
Testimonianze: Un saluto alla Sansoni per il suo primo secolo. Un saluto ai Tallone.
Elzeviri: Ancora della Cognizione Un lapsus di Palazzeschi. Pellico e Manzoni glorie cisalpine. I nomi degli anonimi. Se il conte Ugolino finisce in Perù. Le eterne fortune dell'eroe Rolando.
Postfazione di Cesare Segre. Nota ai testi di Giancarlo Breschi.



Note a cura di Giancarlo Breschi
Postfazione di Cesare Segre

Un volume che testimonia, ancora una volta, le lunghe fedeltà di Contini: da Dante, a Montale, da Gadda a Pizzuto; ma insieme le sue inesauribili curiosità dell'antico (Cecco d'Ascoli) e del moderno (Pierro).

Il libro

Il volume conclude la serie costituita da Varianti e altra linguistica, Esercizi di lettura, Altri esercizi, Ultimi esercizi ed elzeviri. E una raccolta di conferenze e di scritti apparsi negli anni 1987-1990, con alcuni recuperi di contributi precedenti. Vengono testimoniate, ancora una volta, le lunghe fedeltà di Contini: da Dante, a Montale, da Gadda a Pizzuto; ma insieme le sue inesauribili curiosità dell'antico (Cecco d'Ascoli) e del moderno (Pierro). Spesso gli scritti di questo volume rappresentano la sintesi conclusiva di riflessioni dello studioso durate tutta una vita: è questo il caso del saggio sul primo canto della Commedia. In altri casi il tema è meno abituale in Contini, ma ugualmente le sue interpretazioni hanno il valore di un'esperienza lungamente meditata e giunta al punto piú intenso per profondità e chiarezza (è il caso della conferenza sul rapporto tra il Fermo e Lucia e I promessi sposi). Ai saggi di taglio piú tecnico si affianca un buon numero di elzeviri pubblicati sul "Corriere della Sera", in cui si va dall'ironica rievocazione dei rapporti tra Manzoni e PelIico all'indagine su un errore di stampa in Palazzeschi che viene accolto e avvalorato dall'autore nelle successive edizioni. E poi, terzo genere di scritti raccolti nel volume, gli epicedi, cioè i ritratti di amici, i ricordi di incontri, evocazioni che valgono intere biografie: come quelle di Giacomo Debenedetti, Montale, De Pisis, Bilenchi, Emile Benveniste.

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