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Gian Enrico Rusconi


Germania Italia Europa

Dallo stato di potenza alla «potenza civile»


2003
Biblioteca Einaudi
pp. XXVI - 374
€ 22,00
ISBN 9788806165444

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Introduzione. - i. 1866. Trionfo prussiano, frustrazione italiana. ii. I «giri di valzer» dell'Italia. iii. 1915. Neutralità contrattata e intervento ad alleanze rovesciate. iv. L'Asse: l'illusione del duce di influenzare il Führer. v. La "non belligeranza" e la sindrome del 1915. vi. Dalla «guerra parallela» alla «guerra subalterna». vii. La rottura traumatica dell'alleanza italo-tedesca nel 1943. viii. Chi tradisce chi? ix. L'ipotesi di un «Badoglio tedesco». x. Adenauer e De Gasperi: convergenze e asimmetrie. xi. Patti militari e costruzione europea. xii. 1990. «Voi non fate parte del gioco». xiii. La rilevanza delle guerre jugoslave. xiv. Politiche della memoria, politiche degli stereotipi. - Conclusione. - Bibliografia. - Indice dei nomi.



L'Europa, da oggetto e terreno di conflitto, diventa soggetto d'azione virtualmente unitario. Per gli stati che la compongono si profila uno scenario di collaborazione che vede Italia e Germania protagoniste di una nuova «potenza civile», orientata a promuovere multilateralismo e solidarismo internazionale.

Il libro

Guerre, alleanze, tradimenti, convergenze solidali e integrazione europea. La storia dei rapporti tra Italia e Germania negli ultimi centocinquant'anni è ancora affidata a memorie controverse e unilaterali. Questo libro ricostruisce la dinamica di tali rapporti in una prospettiva comune e incrociata. Al centro c'è la politica, creatrice di situazioni ed eventi che attivano stereotipi, in particolare quelli tenaci della predisposizione degli Italiani al «tradimento» e dei Tedeschi alla «prepotenza». Cruciali due episodi di guerra: l'intervento italiano del 1915 e la rottura dell'alleanza con la Germania nel settembre 1943.
Il saggio di Rusconi abbraccia due grandi cicli storici: quello dello stato nazionale di potenza, seguito in Italia e in Germania dallo stato totalitario (1866-1945) e quello della rinascita dello stato democratico che lavora nel segno dell'occidentalismo e dell'atlantismo (dal 1945 a oggi). Al culmine di tale sviluppo l'Europa, da oggetto e terreno di conflitto, diventa soggetto d'azione virtualmente unitario. Per gli stati che la compongono si profila uno scenario di collaborazione che vede Italia e Germania protagoniste di una nuova «potenza civile», orientata a promuovere multilateralismo e solidarismo internazionale.

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