Copertina

Gaia Rayneri


Pulce non c'è


2009
I coralli
pp. VIII - 228
€ 17,00
ISBN 9788806199074

Pulce ha nove anni, il naso a patata e due «occhioni accesi». Beve solo tamarindo, ascolta Bach, fa sculture con il pecorino e va pazza per le persone arrabbiate. Pulce non parla perché è autistica, ma «questo non significa che non abbia niente da dire».
Un giorno come tutti gli altri, viene allontanata dalla famiglia senza troppe spiegazioni.

Altre edizioni: Pulce non c'è. 2011. Super ET
Pulce non c'è. 2010. eBook

Il libro

Quando hai tra le mani una storia come questa, una storia che urla, e che hai vissuto da vicino, puoi fare un sacco di guai se decidi di raccontarla. Rischi di essere troppo coinvolto, retorico o furioso.
Ma se la prendi e la sposti di lato, e la guardi attraverso gli occhi di una ragazzina piena di fantasie più grandi di lei, con una voce comica irresistibile, capace di sparare a mitraglia pensieri bellissimi ed eccentrici, rischi di vederla finalmente per davvero.

«Pulce qualche volta piange, ma non sa dire che è triste; anzi, a volte sembra che non sappia nemmeno piangere, perché lo fa in un modo che non le scendono le lacrime, ma le piange solo la faccia. È difficile da spiegare, comunque non è molto importante, perché Pulce piange poco».
A raccontarci Pulce e il suo mondo speciale è la sorella Giovanna, con la sua voce ironica, candida, intelligente, divagante. Pulce è una bambina allegra, a cui piace infilarsi negli abbracci degli sconosciuti, stritolarti più forte che può. Non sa parlare e per scrivere usa un metodo che si chiama Comunicazione Facilitata e funziona così: «Tu prendi un bambino autistico, lo fai sedere davanti a un computer, lo tocchi e come per magia gli dai sicurezza, così lui scrive tutto quello che per tutta la vita si è sempre tenuto dentro».
Quando un giorno, come tutti i giorni, mamma Anita va a prenderla a scuola, Pulce non c'è.
«Provvedimenti superiori» hanno deciso che loro non sono più dei buoni genitori, e Pulce è stata portata nella comunità Giorni Felici. Anita e Giovanna possono farle visita una volta alla settimana, «sotto lo sguardo soldato di un'educatrice». Papà Gualtiero, invece, sua figlia non può vederla, perché su di lui grava una mostruosa accusa.
Giovanna ha solo tredici anni quando comincia questa «storiaccia». È una ragazzina curiosa, con qualche tic nervoso e un gruppetto di amici immaginari. E proprio grazie alla sua immaginazione vispa e intelligente, alla sua potente capacità inventiva, Giovanna ci racconta senza retorica e senza patetismi lo scontro tra mondo adulto e infanzia, tra malattia e normalità, tra rigidità delle istituzioni e legami affettivi. Il suo sguardo singolare, il suo punto di vista spostato, ci fa vedere improvvisamente le cose, rende intellegibile ciò che anche gli adulti faticano a capire. E ci spiazza.
Un romanzo fresco e spietato, che colpisce per l'intensità della scrittura.
Un libro miracoloso in cui tragedia e commedia si compenetrano a ogni pagina.

Commenti

ros 11/02/2012 08:10

Complimenti Gaia, con questo libro hai sicuramente riscattato un pò di sofferenza della tua famiglia. Mi dispiace che succedano cose così tremende, povera umanità disumana!


Bob 26/10/2009 18:23

Un grande libro che fra le righe ci fa capire come lavorano le nostre istituzioni a "favore" dei minori. Molto istruttivo e coinvolgente. Davvero un BUON LIBRO. COMPLIMENTI.


Danilo Mancuso 29/09/2009 15:12

Intenso, avvolgente....vero. E' dura vedere quanta mediocrità possa esserci, quando, si è troppo concentarti su se stessi e non si prova a guardare le cose per quello che veramente sono. Mi è piacuto conoscere Giovanna e le sue fantasie, immagginare il dolore di un padre crocifisso dal protagonismo, lo strazio di una madre fatta sentire inutile, ma sopratutto vedere che è solo con volontà, e amore, di una vera famiglia NORMALE, che si possono sconfiggere le cazzate del nostro tempo. Brava Gaia.


Ci sono 4 commenti per questo libro 1 - 2
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