Günter Grass![]() Mostrare la lingua
1989
Supercoralli pp. 139 € 14,46 ISBN 9788806115579
Traduzione di Bruna Bianchi
Prosa, poesia, grafica: le arti di Grass concorrono a comporre il mosaico indiano in un grande reportage-racconto |
Come in un costante gioco di specchi, i
libri di Günter Grass, rinviano l'uno all'altro. Se nell'ultimo romanzo, La Ratta,
assistevamo al rientro in scena di Oskar Matzerath, una vecchia conoscenza cara
ai lettori del Tamburo di latta, già nel titolo di questo «diario» indiano ritroviamo
la Calcutta brulicante di storpi, mendicanti, bambini denutriti del Rombo, in mezzo a cui si aggira Vasco, controfigura
dell'autore. Nel tempio di Kalì, Vasco,
desideroso di sapere perche mai la dea
mostri la lingua, apprende dalla viva voce
del sacerdote che essa: «dopo aver fatto
fuori tutti i demoni (e altri controrivoluzionari), non riuscì a smettere di far fuori
la gente e tornò alla ragione solo quando
aveva già posato il piede sul petto del suo
aspetto maschile, Shiva, scaraventato per
terra. Allora Kalì si vergognò e mostrò la
lingua per la vergogna. Da quel giorno in
India mostrare la lingua passa per un segno di vergogna».
Ed è con autentico senso di vergogna e di pudore che Grass si accosta in questo
nuovo libro alla fame e alla povertà dell'India. Dagli slums maleodoranti di Calcutta, ai margini dei quali lo scrittore ha
abitato fra il 1986 e il 1987 , sono nate le
pagine e le illustrazioni di un osservatore
inflessibile, impietoso con se stesso come
con il mondo circostante. I diversi generi
che concorrono a esprimere l'attenta partecipazione dell'autore vanno dall'annotazione di diario o di viaggio, alla poesia,
dalla riflessione aforistica o introspettiva
al più immediato schizzo a china, stenogramma grafico in cui il linguaggio verbale viene superato e integrato.
Giudizio soggettivo e resoconto oggettivo si compenetrano e rincorrono in una
costruzione prismatica, sfaccettata, in cui
le arti padroneggiate da Grass - prosa,
poesia, grafica - fluiscono l'una nell'altra. Rumori e odori di una megalopoli di
«dannati della terra», uomini, bestie sacre e immonde, escrementi e morte, mercati e mercanti e guidatori di risciò...
Eppure, questo libro non è né lamentazione né pamphlet: sorretto da una molteplicità di piani narrativi, condotto con
un linguaggio ricco di immagini, eppure
vicino al parlato nell'affabulazione, Mostrare la lingua è anche uno specchio, per
contrasto, della cultura europea. Interlocutori di Grass sono infatti un onnipresente Theodor Fontane, coprotagonista con l'autore e sua moglie Ute di queste pagine, Lichtenberg, Schopenhauer ,
Thomas Mann, in un appassionante dialogo-confronto su Calcutta. Gioco, ironia, distanziamento concorrono alla riuscita di questo audace e creativo esperimento letterario a cui il lettore stesso è invitato e al quale è difficile sottrarsi.
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