Franco Fichera![]() Le belle tasseCiò che i bambini ci insegnano sul bene comune
2011
Super ET pp. 88 € 12,00 ISBN 9788806206192
«Quando il moderatore dice "Signori del Governo, vi ricordo che anche
chi governa deve pagare le tasse", il premier si volta e con la faccia venata
di delusione dice "Davvero?" Il capo del governo si chiama Anita, fa la quarta
elementare ed ha il codino da una parte soltanto. Quando confessa il proprio
stupore arrossisce, poi abbassa gli occhi pensando che cosí gli altri non
lo vedranno. Quindi scende dallo scranno piú alto sui cui si è appena seduta,
e seguita da un nugolo di ministri di nove anni va a prendersi il sacchetto
che contiene le monete di cioccolato con cui pagare le tasse». |
Le tasse sono in genere viste come un «male», perché consistono
in un sacrificio. Dire che sono belle crea un po' di sorpresa. Ma perché dire
che sono «belle»? Perché reggono la vita in comune, sono alla base della
convivenza civile: tutti siamo chiamati a concorrere alle spese pubbliche,
e a sostenere la realizzazione di obiettivi che riguardano tutti. E questo
è possibile farlo solo con le tasse. Allora, esse sono un sacrificio
per il singolo, è vero, ma per soddisfare un interesse collettivo.
Nella vita reale, però, il legame a volte si perde. Resta cosí, impropriamente,
solo l'idea del sacrificio. È un equivoco che va spiegato.
Ebbene, un giorno, al professor Franco Fichera fu chiesto di spiegare
le tasse ai bambini. «Io accettai l'invito e chissà perché la prima cosa
che mi venne in mente fu quella di distribuire ai bambini dei cioccolatini».
Ne è nato un gioco di ruolo utile ed entusiasmante. E questo libro.
«Nessuno è disposto facilmente a farsi fare
la morale, meno che mai in democrazia.
Se c'è un sistema di governo che dovrebbe
essere alieno dalla propaganda, questo è
per l'appunto la democrazia. Eppure, l'esigenza
di una pedagogia democratica esiste,
come per qualsiasi altro regime politico. Anzi,
per la democrazia ancor di piú, perché essa
non è affatto un regime "naturale", che
corrisponda a un ethos che ognuno di noi ha
dentro di sé. Come si è detto, è un regime
che esige rinunce, niente affatto naturali.
L'esperimento di Fichera indica un'altra via,
tra le nozioni e la propaganda: la sperimentazione
».
Gustavo Zagrebelsky, «L'Indice»
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