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Camera ottica

Pagine di letteratura e realtà


1999
Saggi
pp. IX - 290
€ 16,53
ISBN 9788806150556

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Personaggio con mazzo di fiori. Katherine Mansfield. Tutti gli uomini sono mortali ovvero la dannazione dell'immortalità. Gli esordi di Gianna Manzini tra europeismo e provincia. Stendhal, sentieri intrapresi e abbandonati. Verso "la casa senza ciglia", divagazione asburgica. Natalia ginzburg e la realtà. Edmund Wilson, il fascino del manierismo. "La mia allegrezz'è la malinconia". La follia di torquato. Ricordo di Giuseppe De Robertis. Note di viaggio: nello Yemen del Nord. Il cacciatore e il suo bersaglio. Il San Paolo di Pasolini. Lo scandalo inattuale della verità. Per Bruce Chatwin. Note di viaggio: sulla strada di Petra. Omaggio ad Alberto Moravia. La prima serie di "Nuovi argomenti" (1953-1964). Autobiografia e no. Il mito e la persona. Autobiografia e no. La scrittura e l'autore. Autobiografia e no. Madre e figlia: il gioco degli specchi. Victor Hugo e la fine di Napoleone. . Laboratorio italiano 1994-1995. Incontro ravvicinato con Anna Karenina. Le ragazze del 25 aprile. Dal liceo ad Auschwitz. Perché L'opera al nero. Rilettura di Neera. La parola Italia. Nero su bianco. Letteratura verso l'Europa.



I saggi letterari e "politici" che disegnano il profilo di una scrittrice-intellettuale impegnata tanto nel mondo della cultura quanto in quello della critica del quotidiano.

Il libro

I libri agiscono su di noi a piú livelli: oltre al piacere della lettura, possono offrirci nuove chiavi di interpretazione del mondo. I libri che leggiamo ci forgiano, insomma, e forgiano i libri che, eventualmente, scriveremo noi stessi. Francesca Sanvitale dei libri ha fatto la sua vita: e la storia della sua formazione è anche la storia della sua esistenza e del suo modo di percepire e valutare la cronaca politica, sociale e culturale degli anni dal dopoguerra ad oggi. Cosí, insieme a lei, il lettore attraversa il fascismo, la sua stupidità documentata dalle opere edificanti che si leggevano a scuola, per arrivare agli anni Cinquanta e a Firenze, a un'epoca in cui all'amore per gli artisti italiani andava fondendosi quello per americani e francesi, nella ricerca di una cultura che il fascismo aveva cancellato; e poi la Roma degli anni Sessanta, l'esperienza televisiva nella fede (oggi tramontata) che questo mezzo di comunicazione potesse svolgere un servizio culturale, la scoperta del romanzo-saggio - un lungo e articolato percorso che, come dimostrano i saggi qui raccolti, tocca Tasso e Manzoni, Moravia e Natalia Ginzburg ma anche Stendhal e Hugo, Simone de Beauvoir e Catherine Mansfield. Finché, nel 1972, esce il primo romanzo di Francesca Sanvitale, Il cuore borghese: ed è l'inizio di una nuova riflessione, quella applicata al "fare" letteratura, che di tappa in tappa (l'amore per i narratori ottocenteschi, il ritorno al romanzo psicologico negli anni Ottanta) arriva fino ai nostri giorni. Ogni saggio compreso in questo libro, dunque, è uno studio non solo sull'autore o sul tema in questione, ma anche su chi l'ha scritto - un capitolo della storia di una delle voci piu autorevoli (ed emozionanti) della narrativa e della critica italiane.

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