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Franca D'Agostini


Disavventure della verità


2002
Biblioteca Einaudi
pp. XXXVI - 269
€ 14,50
ISBN 9788806159191

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Sommari. - Introduzione. - Parte prima: Premesse. I. È vero che la verità non esiste? - Parte seconda: Da Platone a sant'Agostino. I. Troppe verità, nessuna verità. II. Sesto Empirico. III. Agostino. - Parte terza: Medioevo. I. Storia medievale di VNE. II. «Insolubilia». III. Medioevo contemporaneo. - Parte quarta: Modernità. I. La «consequentia mirabilis». II. Giochi sofistici e argomenti evidenziali. III. Lo scetticismo moderno e i fondamenti della conoscenza. - Parte quinta: Nichilismo. I. Fine della verità e fine dei valori. II. Gli ultimi fumi della svaporante realtà. - Parte sesta: Dopo Nietzsche. I. Deflazionismo. II. Perché VNE? III. È vero che la verità non esiste. IV. La verità non esiste, e neanche questo è vero. V. Molte verità. - Conclusioni.



Non ci si può disfare della verità se e in quanto si intende rimanere all'interno della filosofia, ossia di un discorso preliminare e generale (e in una certa misura libero e neutrale) su teorie, visioni della realtà, modi di dare conto della realtà.

Il libro

Contrariamente a quanto si dice, non esistono oggi «molte filosofie», ma un unico benché multiforme orientamento scettico, che definisce - con gradi di maggiore o minore radicalità - la «razionalità minimale» all'opera in qualsiasi discorso filosofico. Al centro (o al cuore) di questa grande koiné scettica agisce profondamente, ma con effetti avvertibili, l'idea che sia difficile o impossibile afferrare, o riconoscere, o definire la verità. Ma è davvero così? In quale senso può essere vero che la verità non esiste, o è indefinibile, ineffabile, inafferrabile?
Il libro ricostruisce la storia di un solo enunciato, «la verità non esiste», e delle sue traduzioni e parafrasi: dai sofisti e dagli antichi scettici fino a Nietzsche e alle teorie contemporanee sulla scomparsa della verità. È una storia controversa, fin da principio segnata dalla consapevolezza che a normali condizioni logiche non si può negare la verità: perché se è vero che la verità non esiste, allora almeno una verità esiste. La ricostruzione storica aiuta a capire che la verità è «innegabile» come altri concetti fondamentali della tradizione filosofica: come l'essere, il pensiero, il linguaggio. Cosí come non può essere vero che la verità non esiste, non si può pensare l'assenza di pensiero, e dire l'assenza di linguaggio.
Ma esistono, essere, pensiero, verità, linguaggio? La tesi del libro è che non ci si può disfare della verità (esattamente come non ci si può disfare di altri concetti-fondamenti) se e in quanto si intende rimanere all'interno della filosofia, ossia di un discorso preliminare e generale (e in una certa misura libero e neutrale) su teorie, visioni della realtà, modi di dare conto della realtà.

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