Flannery O'Connor![]() Sola a presidiare la fortezzaLettere
2001
Stile libero pp. XX - 167 € 9,30 ISBN 9788806140700 Indice
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A cura di Ottavio Fatica
Traduzione di Giovanna Granato
Scrittura, malattia, grazia: un itinerario emozionante nell'anima piú sana, nel corpo piú sofferente e nella mente piú lucida della letteratura americana. |
Pur affetta da un male inarrestabile, tenuto a bada da cure altrettanto dolorose,
l'energia per scrivere non era mai mancata a Flannery O'Connor: «è l'unico
compito per una come me». Cosí, dopo le tre ore quotidiane di lavoro ai testi,
la vediamo affacciarsi sul mondo divertita, caustica, curiosa, piena di joie de
vivre. «Stanca di parlare di gente che non esiste a gente che non esiste»,
allaccia fitte corrispondenze con persone in carne e ossa. Ha una voracità
mai sazia di ogni aspetto del reale e, a partire dalla fattoria in Georgia, seguiamo
le imprese dei suoi celebri pavoni e quelle di un giovanissimo Cassius Clay,
l'arrivo di un nuovo bracciante e l'assassinio di John Kennedy, l'esilarante
partecipazione a una conferenza in provincia e l'ultima argomentazione
che va affinando nella sempiterna battaglia spirituale, la lavorazione certosina
di un racconto e la scoperta di un nuovo autore o amico.
Ritroviamo nelle lettere tutti gli elementi che fanno grande l'opera: visionarietà,
crudezza e compassione, pronunciamenti adamantini sulle cose della vita
e dell'arte, un umorismo mai tenuto a freno, e mai domato, e un alone di grazia
repentino e stuporoso come la ruota del pavone. Accompagnando una Flannery
«prematuramente arrogante», attraverso i brevi anni di una vita «impavida,
alacre, acre, accanita, splendida e inappariscente» (Robert Lowell), fino agli
ultimi dispacci dai confini della morte, si capirà perche non bisogna chiedere
che malattia ha una persona, bensí con chi la malattia ha a che fare.
«Le bellissime lettere di Flannery O'Connor, dove una squisita e spietata ironia
controlla ogni sentimento, ci fanno assistere alla tremenda evoluzione del male».
Pietro Citati
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