Pietro Citati

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Copertina

Flannery O'Connor


Il cielo è dei violenti


2008
Letture Einaudi
pp. XII - 206
€ 18,00
ISBN 9788806192181

Introduzione di Marisa Caramella
Traduzione di Ida Omboni

«Molti passi di questo romanzo bruciano di disperazione e furore».

Pietro Citati

Altre edizioni: Il cielo è dei violenti. 2014. eBook
Il cielo è dei violenti. 1994. ET Scrittori

Il libro

Un vecchio eremita dei boschi, folle profeta fondamentalista. Un insegnante che si rifugia nel rigido autocontrollo della ragione. E un ragazzo al bivio tra l'una e l'altra strada, spinto irresistibilmente verso l'eccesso della fede.
Nel sangue di questi tre uomini si annida il seme di un'unica ossessione, scorre la paura, si avverte il mistero di un'esistenza che pare impossibile comprendere e accettare.
Nel suo romanzo più famoso, Flannery O'Connor ha descritto con sofferta partecipazione i meccanismi esistenziali profondi di ogni fanatismo. Un libro che ha quasi cinquant'anni, ma è tuttora attualissimo.

La tecnica con la quale Flannery O'Connor cerca di rendere visibile, oltre il livello superficiale dell'azione, quello più profondo del mistero, è la tecnica dello choc, della brutalità, della violenza, un miscuglio di comicità e orrore che rompe l'ostinazione dei suoi personaggi a considerare il mondo in modo convenzionale. Più che non le dichiarazioni spesso farneticanti di Ryber e del piccolo Tarwater, a spiegare come quello che appare, la realtà, non sia che un livello superficiale dell'esistente, sono le immagini create dalla O'Connor. La storia è ambientata in un Sud che ha connotati biblici, eterni, immutabili. Al punto che dopo parecchie pagine di narrazione, quando il piccolo protagonista solleva la cornetta del telefono per fare un numero, l'apparecchio appare misterioso e fuori posto ai nostri occhi come ai suoi, di ragazzo cresciuto nei boschi. (...)
Anche gli elementi naturali che sottolineano, anzi segnano, come nella Bibbia, la componente misteriosa, comica o drammatica, di vicende, comportamenti, personaggi, sono disegnati a tratti decisi, altrettanto violenti, sono vivi e mutevoli come l'animo umano, eterni e potenti quanto la divinità.

Dalla prefazione di Marisa Caramella

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