Federico Fellini![]() Racconti umoristici«Marc'Aurelio» 1939-1942
2004
L'Arcipelago Einaudi pp. XXVIII - 292 € 14,00 ISBN 9788806171858
A cura di Claudio Carabba
Fellini e il «Marc'Aurelio»: una passione giovanile che si traduce in un'intensa collaborazione. Questo libro, raccogliendo una scelta dei pezzi scritti per la rivista romana fra il 1939 e il 1942, ci mostra gli esordi di un grande artista, già capace di creare con la parola un'atmosfera d'incanto, e ci restituisce il modo di ridere di un'altra epoca, fra tormentoni, storie buffe e ritratti surreali. |
Io parlo a te fidanzatina rotonda. Ti voglio bene lo sai, ma finirò col non amarti più. Tu fai troppe cose che mi seccano. Mi chiami - Ciccio - e Muzzi Muzzi davanti a persone influenti che possono farmi far carriera ma che udito ciò si allontanano schifati. Mi chiedi troppo spesso quanti sacchi di bene ti voglio. Io ti rispondo un milione. Ma tu aggiungi che la parola milione è troppo breve e che io l'ho detta apposta per sbrigarmi prima. Seguiti che il numero di sacchi che attendi da me è cinquantasettemilanovecentosettantanove. Questa è una parola abbastanza lunga - Dici - e tu me la devi dire! - Ma io perdonerei queste cose fidanzatina rotonda. Ma c'è di peggio. Quando sediamo insieme all'ombra fresca di una panchina, mentre le stelle palpitano nell'infinito, mentre le foglie dei cipressi cantano sussurrando lunghi sogni d'amore e le fontane commentano zampillando, tu o fidanzatina rotonda mi inviti perentoriamente a chiudere gli occhi. - Che belle ciglia hai Muzzi! - Io so di avere una faccia terribilmente inespressiva quando ho gli occhi chiusi ed allora faccio smorfie tremende per dare ad essa una qualsiasi espressione. Ma tu mi dici che non devo fare boccacce, ché vuoi vedere il viso dell'angioletto. - Solo con gli occhi chiusi - aggiungi sentenziosamente - si rivela la vera natura dell'uomo! - A me non piacciono certe cose fidanzatina rotonda tanto più che ho una paura tremenda che tu approfittando del fatto che io non posso vedere mi dia un tremendo ceffone incolpando poi i colombi che volano lì vicino. Perché fai così? E un'altra cosa ancora. Tu, o fidanzatina rotonda mentre io calmo e buono ascolto il canto degli uccelli mi afferri improvvisamente la testa con le tue mani - Dio che bel profilo hai Cicci! - urli e senza darmi un secondo per riflettere mi pieghi violentemente il collo all'indietro e mi mordi. È un bacio bellissimo non discuto. Ma lungo. Troppo lungo. Io sudo, fremo, non posso respirare.
Il naso si allarga spasmodicamente emettendo strani rumori, un filo di saliva mi scende sul mento poi sul collo, qualche volta s'infila nel colletto della camicia e mi arriva allo stomaco. Il cuore mi scoppia... ho gli occhi fuori dalla testa. Penso alla mia mamma... Sì, morrò asfissiato. Ed infine tu ti stacchi. Mi guardi con un occhio perverso di donna perduta e spezzandomi una mano mi dici con voce roca - Quanto ti voglio bene! - Ed io ansante con mille gocce di sudore sul labbro ho il coraggio civile di sorriderti.
Poi fuggo nella notte... Perché fai così?
Io parlo a te, fidanzatina rotonda, ma tu mi stai a sentire?
Federico
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