Fabrizia Ramondino![]() L'isola riflessa
1998
Supercoralli pp. 155 € 12,39 ISBN 9788806147464
«Una piccola isola mediterranea, luogo appartato di natura e di storia, di eros e di spirito, di mito e di turistico, ospita l'autrice per una primavera e un autunno di ritiro. Posti e persone sfidano la sua attenzione, il carcere e le case che furono dei confinati, il mare e la piazza, i fiori e le pietre, le donne del Nord e gli abitanti del luogo: il ricordo vivo, la compresenza di altri tempi e altre storie, le sollecitazioni ambigue del presente, l'attesa di una resurrezione che non vedremo.
Nel suo libro più doloroso e piu luminoso, nel suo libro più bello, Fabrizia Ramondino piange la fine di un mondo, o del mondo, e la fine dell'utopia, e si mette in gioco per parlare di noi, delle gioie o delle sofferenze di ieri e delle dimenticanze di oggi, di ciò che abbiamo voluto perdere e di ciò che siamo voluti diventare». Goffredo Fofi |
Un'isola del Mediterraneo minacciata dal turismo di massa e dalla perdita di memoria dei suoi abitanti. Una donna tormentata, tra accensioni e depressioni, ricordi, incontri e alcol: che cerca tra gli incroci della storia dell'isola le ragioni del vivere e quelle della speranza. L'isola riflessa è un luogo fisico e storico: la Ventotene dalle vicende stratificate, dalle qualità naturalistiche, dalle affascinanti leggende; ma è anche un paradossale luogo dell'anima, soprattutto per chi, come la protagonista, cerca in quest'isola consacrata alla memoria come ergastolo e confino una via di fuga dai suoi privati carceri. Non a caso la narratrice rievoca, come in uno specchio, figure di eremiti e di pirati, l'incredibile storia della colonia di galeotti e prostitute trasferiti a Ventotene nel Settecento per un esperimento di rieducazione secondo i principi di Jean-Jacques Rousseau, o la vita quotidiana di Pertini, Altiero Spinelli e gli altri antifascisti confinati nell'isola da Mussolini. Ma accanto a queste tracce del passato che vive si alternano dialoghi «contemporanei» con interlocutori piú o meno casuali, reali e immaginari, il tentativo di condividere storie altrui e la contemplazione di «strane creature umane, vegetali, animali», da cui nasce «l'esercizio del pensiero piu acuto e profondo». Questo romanzo è soprattutto una sorta di asistematica autobiografia intellettuale: frammenti di storia personale e collettiva, eventi grandi e minimi che si trasformano in occasioni di riflessioni etiche, politiche, esistenziali, di costume, tutte dettate da una profonda inquietudine, dal coraggio delle idee e da un irriducibile bisogno di libertà, dignità e utopia.
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