Fabrizia Ramondino![]() Arcangeloe altri racconti
2005
Supercoralli pp. 178 € 16,50 ISBN 9788806167646 Quindici storie, ambientate a Napoli e nel Mezzogiorno, che raccontano di esistenze singolari e irriducibili, declinate sotto il segno di un'assoluta fedeltà a se stessi e di un disincanto che non risparmia nulla: sogni collettivi e intime passioni. |
Mitici hippy che vagano per il mondo nell'intento
di «rifondarlo». Attivisti politici divisi tra l'impegno,
l'insofferenza nei confronti delle direttive di partito
e l'urgere di affanni privati. Uomini e donne che
s'interrogano sulle loro vite, fatte di amori e desideri
spesso dissipati.
Sullo sfondo, uno squarcio di storia d'Italia: un paese
inizialmente percorso dai sogni del boom economico
e dai fremiti della contestazione, per finire a un deserto
ideale, senza più miraggi da raggiungere, che forse
già prelude all'Italia di oggi.
Quindici racconti che rievocano un passato che ci riguarda: l'Italia degli anni del dopoguerra, del boom economico, della contestazione, l'Italia delle grandi battaglie per i diritti civili, l'Italia che nell'emergenza del colera di Napoli del '73 o nella devastazione del terremoto dell'80 trova le sue metafore più dolenti.
Intrecciando vicende private ed eventi collettivi, lacerazioni in seno alla famiglia, bilanci di esistenze dissipate e tensioni ideali condivise, la Ramondino indugia su storie di uomini e donne animati da un'irriducibile fedeltà a se stessi, anche a costo di apparire, sempre e comunque, fuori dal coro.
Così Girovago, il racconto che significativamente apre la raccolta, è l'evocazione dell'esistenza di uno dei primi figli dei fiori, strampalato e irrequieto, che col suo vagabondare ha espresso l'intima urgenza di «rifondare il mondo» ricucendo intanto le distanze fra terre lontane - per ragioni politiche come culturali - al di là di ogni dogmatismo. I suoi occhi si chiudono su un avvenire incerto, di cui narrano, appunto, i racconti che seguono. Dove troviamo Susan, hippy fuori stagione, aggirarsi in un mondo che la guarda come un patetico fenomeno da baraccone; e Pasquale, un bracciante che ha creduto nelle lotte contadine e nei partiti della sinistra; e Valentina, pronta a spendersi per aiutare una Napoli afflitta dal colera, lacerata tra gli imperativi dell'impegno civile e quelli di madre...
E ancora più incerto si fa il futuro quando le storie riguardano giovani che, per ragioni storiche o generazionali, non riescono più a condividere forti valori collettivi e si ritrovano, come i protagonisti degli ultimi due racconti, in un «deserto» senza alcun «miraggio». Un «eterno presente», in cui non si può non cogliere un'eco della condizione contemporanea.
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