Fëdor Dostoevskij![]() Le notti bianche
1988
Gli struzzi pp. XIV - 75 € 9,00 ISBN 9788806599683
Introduzione di Angelo Maria Ripellino
Traduzione di Vittoria de Gavardo
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Questo racconto, apparso nel dicembre 1848, ruota attorno alla figura del "sognatore", figura così cara a Dostojevskij da spingerlo a scrivere, nel 1876, un romanzo con questo titolo. Hoffmann e Walter Scott sono gli ideali del protagonista intellettuale "senza storia", vagabondo incline ai sofismi, timido sognatore che passa come un'ombra ai margini della realtà. Estraneo agli interessi meschini, egli reagisce alla grettezza del mondo, rifugiandosi nelle immagini della sua calorosa fantasia. Staccato così dalla vita, condanna se stesso a una penosa solitudine. Egli è prigioniero delle proprie visioni, e le prospettive immaginose, gli sciami dei sogni, pur avvivando la sua esistenza squallida, squallidissima, gli offuscano il senso della concretezza terrena. Perdendo gli anni migliori, il sognatore finisce col sostituire un'inerte impalcatura di illusioni al brulichìo della vita. Di questo mondo artificiale, che il panorama di Pietroburgo rende più allucinato, egli sente l'inconsistenza e la vanità; soffre di non saper vivere come gli altri, ma non riesce a districarsi dal vischio delle fantasie.
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