Ernesto Ferrero![]() Disegnare il ventoL'ultimo viaggio del capitano Salgari
2011
eBook pp. 192 € 9,99 ISBN 9788858404539
Un romanzo che esplora il margine tra realtà quotidiana
e immaginazione, tra vita e scrittura, tra quello
che siamo e quello che vorremmo essere.
Altre edizioni:
Disegnare il vento. 2011. Supercoralli Italiani
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«Sin da ragazzo gli piaceva disegnare navi,
vascelli alberati, cutter, brigantini, e più c'erano
alberi e vele e sartie più godeva, specie a tratteggiare
battaglie navali, le nuvolette che fanno i cannoni
quando sparano.
- Mi piaceva disegnare il vento, - ha detto quasi
commosso, come scoprisse qualcosa di sé che prima
non sapeva. - Era un po' come disegnare la libertà,
la forza. La vita. Rendere visibile l'invisibile».
«Il padre degli eroi», Emilio Salgari, è
lo scrittore che ha infiammato generazioni
di italiani creando centinaia di personaggi
avventurosi sospinti dalla forza travolgente
d'una eterna giovinezza. Ma il
vero eroe è lui, il giornalista veronese appassionato
di ciclismo e di scherma, pessimo
scolaro e lettore onnivoro, che insegue
tormentosi sogni di rivincita scrivendo romanzi
d'appendice.
Nominato cavaliere dalla Regina Margherita
perché sa «istruire dilettando»,
vive con la moglie, quattro figli e una pittoresca
corte di animali in un caseggiato
popolare ai piedi della collina torinese,
sfiancato dai ritmi di un lavoro forsennato.
Chi è davvero l'uomo che tiene ad essere
chiamato capitano, sostenendo d'aver
navigato tutti i mari del mondo? Da dove
prende il favoloso repertorio di piante
e animali con cui ricrea l'essenza stessa
dell'esotismo? Perché i suoi personaggi
sono agitati da una ossessiva sete di
vendetta?
A cent'anni dalla sua morte (un suicidio
degno di un samurai) il romanzo di Ernesto
Ferrero va oltre la biografia accostando
documenti autentici e d'invenzione, e
orchestrando le voci di un coro di testimoni:
la moglie Ida, l'ex attrice da lui chiamata
Aida, minacciata dalla follia; i figli,
i vicini di casa, i pochi amici, i compagni
di una bohème più sognata che praticata,
esploratori, medici, giornalisti, pittori; ma
soprattutto un'intrepida ragazza, Angiolina,
che vorrebbe farsi insegnare da lui i
segreti della scrittura e lo accompagna nell'ultimo viaggio con una tenera pietà
tutta femminile.
Tra Verona, Venezia, Genova e la Torino
di Lombroso e De Amicis si consuma
il destino paradossale di un uomo solo, prigioniero
dei mondi che lui stesso ha creato.
La sua vicenda è strettamente intrecciata
con le passioni di un'epoca lanciata
nelle sue sfide tecnologiche: l'automobile,
il cinema, i viaggi in pallone, i primi aerei,
l'avveniristica Esposizione Universale che
celebra i cinquant'anni dell'Unità d'Italia.
Il «forzato della penna» getta la sua morte
in faccia a un mondo da cui si sente
escluso.
Commenti
Disegnare il Vento, come già fece N., è capace di creare un ponte tra il cuore del lettore e l'anima del protagonista. Emilio Salgari, per mezzo della penna di Ferrero, dona a noi tutti la sua parte più intima e profonda: le sue paure; i suoi sogni; le sue debolezze. Un inno al Salgari, che si trasmuta sia in metafora del Novecento, che in diagnosi puntuale di una "malattia" chiamata scrittura. Giorgio Michelangelo Fabbrucci