Copertina

Enrico Testa


Lo stile semplice

Discorso e romanzo


1997
Einaudi Paperbacks
pp. 382
€ 30,00
ISBN 9788806143701

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Premessa. Introduzione. le "parole mute" del romanzo. Il narrare mescidato. Letterarietà e dialetti. La "diabolica lingua italiana" e il "parlar scrivendo". I colori del grigio. Parlato e metadialogica. La stilizzazione dell'oralità. "Un martello che sembrava una canzone". Semplice e complesso. Conclusione. Bibliografia. Indice delle cose notevoli. Indice dei nomi.



Verosimiglianza dei temi e fedeltà ai linguaggi d'uso caratterizzano una linea che dai Promessi sposi porta alla stagione degli anni Cinquanta e Sessanta. La proposta critica di Enrico Testa dà tutto il rilievo che gli spetta al secondo grande filone, accanto a quello espressionistico, della prosa narrativa italiana.

Il libro

Al crocevia tra l'analisi delle strutture narrative e la descrizione della lingua dei testi, il libro si propone di illustrare le varie forme assunte, nel romanzo italiano moderno, dallo stile orientato verso un tono semplice e medio, comunicativo e connesso con la riproduzione del parlato. Ne risulta una storia, condotta per esemplari rappresentativi, del secondo grande filone, accanto a quello espressionistico, della prosa narrativa italiana. Dai Promessi sposi al verismo, dal naturalismo alle innovazioni primo-novecentesche, dagli autori toscani del periodo neorealista, dalla grande stagione degli anni Cinquanta-Sessanta sino ad alcuni dei maggiori esponenti della narrativa contemporanea si passano in rassegna piú fenomeni: le scelte di costruzione narrativa, i tipi del dialogo, i moduli con cui si tenta una resa letteraria del parlato e, su un piano piú ampio, le forme del rapporto tra discorso e romanzo e le immagini che, dell'oralità, i testi narrativi hanno via via elaborato nel corso del tempo.
Per il rilievo concesso all'elemento storico, al legame tra lingua e scrittura e all'aspetto comunicativo del testo letterario, il libro suona ancora da ironico contrappunto a tendenze interpretative segnate dall'appiattimento sulla contemporaneità e a formule narrative giocate per intero sugli estetismi della pagina e sulla ricerca della trasgressione, preziosistica o gergale. E suggerisce quanta sottile ricchezza di effetti e di toni caratterizzi il rifacimento, nel romanzo, del discorso ordinario e quanta complessità, tematica e antropologica, possa svolgersi nelle forme della "semplicità" linguistica.

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