Copertina

Edward Bunker


Mia è la vendetta

Racconti


2009
Stile libero Big
pp. X - 216
€ 17,00
ISBN 9788806194093

A cura di Nat Sobel
Traduzione di Emanuela Turchetti

«Eddie» Bunker, lo scrittore che ha fatto del carcere un luogo della nostra anima, racconta un secolo di scontri fra neri e bianchi in America. In un libro di storie folgoranti l'aria chiara e feroce della grande letteratura.

Il libro

Questo libro è l'addio di Bunker ai suoi lettori.
Viene pubblicato in anteprima mondiale nel Paese che forse lo ha amato di piú.

Che si tratti della storia del diciannovenne Booker Johnson, che nella L. A. non ancora razzista del 1927 esce di casa e non potrà mai più «fare la telefonata» alla madre, perché rinchiuso per la vita a San Quentin; o di George Jackson, che in carcere decide di vendicare la morte di un detenuto nero, dando origine a un celeberrimo episodio di rivolta e al mito dei «fratelli di Soledad», i personaggi di Bunker sono colti qui non tanto nel momento in cui il loro destino si compie, ma in quello germinale, in cui la trama, inesorabilmente, si compone. E la trappola, o la storia, è già pronta, davanti ai nostri occhi che possono solo partecipare.
Nelle mani di Bunker anche un capitolo famoso della rivolta nera - come nel racconto che dà il titolo al libro, Mia è la vendetta -, aldilà della verità storica, si piega a una verità poetica che sembra illuminarlo per la prima volta di una luce definitiva.

«Per anni ho pensato che gli scrittori che vivevano una vita piena di esperienze ed emozioni risultavano alla fine romanzieri modesti.
Bunker mi ha stravolto tutte le categorie».

Niccolò Ammaniti

Negli ultimi anni della sua vita «Eddie» Bunker ha riflettuto e scritto molto sullo scontro tra neri e bianchi in America, e sulla segregazione razziale come chiave per capire non solo il carcere, ma l'intera storia degli Stati Uniti.
Ne è nato un libro, destinato con una lettera al suo agente e amico Nat Sobel, che solo la morte gli impedì di veder pubblicato. Doveva essere la prima parte, in sé compiuta, di una narrazione d'insieme dello scontro fra bianchi e neri in America. Il libro segue un percorso narrativo preciso, dal nascere dell'odio nella Los Angeles del 1927 alle diverse prospettive da cui viene vista la storia dei «fratelli di Soledad» negli anni della rivolta nera, al racconto esemplare di un pasticciato, tragi-comico tentativo d'evasione dal Braccio della morte: forse una delle cose piú belle in assoluto mai scritte da Bunker.

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