Copertina

Edward Bunker


Little boy blue


2003
Stile libero Big
pp. 462
€ 18,00
ISBN 9788806156978

Traduzione di Emanuela Turchetti

Il cammino struggente di Alex Hammond da undici a sedici anni, tra un'infanzia in malora e il crimine. Un «piccolo ragazzo triste» affamato d'amore, costretto a fare a pugni con tutto il mondo.
Finalmente tradotto quello che Edward Bunker considera il suo migliore romanzo.

Altre edizioni: Little boy blue. 2011. Super ET

Il libro

Alex Hammond è un ragazzo in gamba, intelligente e indipendente, ma soggetto a violenti accessi di rabbia. In lui - cresciuto dentro i confini di un mondo che gli ha procurato solo sofferenza e dolore - frustrazione e collera sono del tutto naturali, ma non per questo meno pericolose. Ribelle fin dal divorzio dei genitori, Alex evade in continuazione da case di accoglienza e collegi, mosso dal desiderio di andare a vivere a tutti i costi col padre, un uomo a pezzi incapace di offrire al figlio il focolare di cui ha disperatamente bisogno. Mentre Alex è sballottato tra assistenti sociali ben intenzionati, ma sconcertati dal suo comportamento, e figure autoritarie perfide e crudeli, le sue emozioni e il suo agire sbandano senza posa tra queste due influenze disparate. Resta una sola e unica costante: le cattive compagnie, i suoi amici buoni a nulla e ormai votati al crimine, tutti sempre disponibilissimi a instillare idee e propositi ai margini della legalità, o apertamente illegali, nella mente brillante e ancora acerba di Alex, peraltro già avviato sulla strada della devianza e del comportamento antisociale.
In una progressione narrativa avvincente e angosciante insieme, Little boy blue ritrae a tinte forti questa distruzione, intrappolando il lettore tra le macerie di un'infanzia andata in rovina.

Bunker è un vero originale della letteratura americana.

James Ellroy

Bunker appartiene a quel manipolo di scrittori detenuti americani il cui lavoro possiede integrità, maestria e passione morale¿ Un artista con una voce unica e irresistibile.

William Styron

Edward Bunker scrive della terra di nessuno abitata dai reietti della società con una passione e una lucidità che gli derivano dall'aver vissuto la vita fino al midollo.

«Los Angeles Times»

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