Nel suo percorso attraverso i luoghi deputati della napoletanità, Eduardo incontra con Non ti pago (1940) il gioco del lotto, e lo fa assurgere da passione a mania e da mania a proiezione (nonché a specchio deformante) di quella lotta caparbia contro le miserie del quotidiano che è cifra unificante dei suoi personaggi piú significativi. Sfortunato e testardo, il protagonista Ferdinando Quagliolo chiama in causa, letteralmente, il cielo e la terra per rivendicare una vincita che sente come un diritto, un atto di giustizia che la vita non può non rendergli: ed entra cosí a pieno titolo in quel mondo che l'autore stesso confessava di concepire «nel cuore prima che nel cervello».
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