Dino CampanaCanti Orficie altre poesie
2005
ET Poesia pp. XCVI - 239 € 12,00 ISBN 9788806173272
A cura di Renato Martinoni
Un solo volto ha la Chimera di colui che amava definirsi «l'ultimo dei Germani in Italia»: quello della Poesia. |
Una vita errabonda, chiusa a trentatre anni con il ricovero in manicomio, ha sbrigativamente fatto di Dino Campana (1885-1932) un maudit, il Rimbaud italiano, un caso clinico da affidare all'aneddotica. Autore di un solo straordinario libro, i Canti Orfici (1914), pur affondando le proprie radici nella cultura europea, quella simbolista in particolare, il «poeta pazzo» ha in realtà caratteri propri che lo rendono difficilmente collocabile in una linea o in una tradizione. Quella del «visionario», forse la figura piú inquietante del nostro Novecento letterario, è una scrittura orfica (cioè misteriosa, oscura, per iniziati) scaturita da una vena ben consapevole della «purità di accento» che la percorre.
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