Il libro
«Stupefacente come riesca ad essere una lettura agile e incalzante e allo stesso tempo una tragedia personale di proporzioni devastanti. Il risultato è un'esperienza di lettura illuminante, del genere che tutti agognamo - del genere che ci capita di trovare, se siamo fortunati, nei nostri autori preferiti».
Toronto Star
A volte basta un quarto d'ora per cambiare una vita. A volte è sufficiente a sconvolgerla da cima a fondo. È quel che capita una notte d'inverno a Roman, conduttore televisivo di Toronto di un certo successo: attratto dall'eco della musica di una band femminile, lascia solo in casa per pochi minuti il piccolo Simon, suo figlio, per andare a bere una birra in un bar del vicino quartiere cinese. Quando rientra, il bambino è scomparso.
Da quel momento in poi ricordi, visioni, sogni, speranze e delusioni si affastellano in un racconto che pare andare alla deriva come una barca a cui sia stato sciolto l'ormeggio, dove tra mondo dei morti e dei vivi non c'è soluzione di continuità. Guidato dalla voce sempre più flebile di Simon, Roman parte per un viaggio onirico e disperato, scoprendo che l'unico modo che ha per attutire il dolore della perdita è trovarsi faccia a faccia con la paura.
La ricerca stordita e trasognata, eppure lucida, in cui Roman è costretto a impegnarsi finisce per investire ogni aspetto della sua esistenza, travolgendo la sua compagna M., la bella collega Jessica, amici e superiori, sullo sfondo di una città che gli appare di volta in volta sordida e infida, bellissima e piena di luce. Fino a che non deciderà di intraprendere un ultimo viaggio nel paradiso tropicale della sua infanzia, nella «giornata perfetta per andare in Cina».
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