Copertina

David Foster Wallace


Brevi interviste con uomini schifosi


2010
Stile libero Big
pp. XIV - 296
€ 17,50
ISBN 9788806207618

Contributi di Zadie Smith
Introduzione di Fernanda Pivano
Traduzione di Ottavio Fatica
Traduzione di Giovanna Granato

Misogini, psicopatici, perversi. Comunque, uomini.
Un catalogo di mostri atrocemente normali.
Le voci di un'America stravolta.

«Secondo me, leggere Brevi interviste non era affatto come essere intrappolati. Era come essere in chiesa.
E la parola importante non era ironia ma dono».
Zadie Smith

Il libro

Come una creatura posseduta Wallace sente le voci e, da autentico sciamano, per esorcizzarle le risputa, ciascuna con il suo timbro inconfondibile, sulla pagina, usando la formula sarcastica dell'intervista. Sono le voci di un'America allucinata, che per non crepare si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi «uomini schifosi» sono iene che - vittime o carnefici - divorano il proprio fianco lacerato.
Una galleria di tipi intimamente odiosi, laidi. Dal focomelico che si serve del proprio moncherino come arma di ricatto per portarsi a letto le donne; al depresso che riesce a far suicidare l'analista; fino al ragazzo che sta per tuffarsi in piscina, immobile in fondo al trampolino, un fermo immagine dell'irrealtà o dell'iperrealtà che ci costringe in una morsa.
Tutto il non-tempo che intercorre tra il «tuffatore» del mosaico etrusco e A Bigger Splash di David Hockey riassunto nel brivido agghiacciato di un adolescente americano.

Brevi interviste con uomini schifosi, uscito la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso letterario di David Foster Wallace dopo i già memorabili La scopa del sistema, La ragazza con i capelli strani e Infinite Jest, estremizzando ulteriormente la sua cifra stilistica.
Qui le tecniche d'avanguardia sono messe al servizio di una visione crudele almeno quanto assurda è la realtà che mostrano. La scelta della formula «intervista» non potrebbe essere piú irriverente.

Da questo libro, il film omonimo di John Krasinski, presentato al Sundance Film Festival.

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