Copertina

David F. Noble


La religione della tecnologia

Divinità dell'uomo e spirito d'invenzione


2000
Edizioni di Comunità
pp. 326
€ 18,08
ISBN 9788824505840

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Ringraziamenti. Introduzione. Tecnologia e religione. Parte prima. Tecnologia e trascendenza. I. La divina somiglianza. II. Il millennio: la promessa della perfezione. III. Visioni del paradiso. IV. Il paradiso riconquistato. V. Virtuosi celesti. VI. Il nuovo Adamo. VII. Il nuovo Eden. Parte seconda. Tecnologie della trascendenza. VIII. Armageddon, la battaglia finale: le armi atomiche. IX. L'ascesa dei santi: l'esplorazione spaziale. X. La mente immortale: l'intelligenza artificiale. XI. Potere di perfezione: l'ingegneria genetica. - Conclusione: la politica della perfezione. Appendice. Un millennio maschile: alcune note su tecnologia e genere. Indice analitico.



Il libro

Attaccando la convinzione che tecnologia e religione siano due poli inconciliabili, David Noble rivela le radici religiose della tecnologia occidentale, mettendo in relazione l'entusiasmo tecnologico odierno con le prospettive dell'escatologia cristiana. Attraverso un'ampia indagine, che dal IX secolo arriva al Novecento, Noble traccia l'evoluzione dell'idea occidentale di sviluppo tecnologico e sottolinea la sua accelerazione a partire dal momento in cui esso fu investito di un significato spirituale. Esaminando le fantasie di monaci, esploratori, scienziati e ingegneri, egli mette in luce un'insospettata ispirazione ultraterrena alla base della civiltà occidentale. Cosí, vediamo Newton dedicarsi all'interpretazione di profezie o Priestley scoprire l'ossigeno e fondare l'Unitarismo. E scopriamo che i padri dell'ingegneria erano massoni, o che von Braun considerava il volo spaziale come un nuovo inizio millenaristico per l'umanità. Noble approda infine alle imprese tecnologiche del secondo Novecento (armi atomiche, esplorazioni spaziali, intelligenza artificiale, ingegneria genetica) e suggerisce che la convergenza fra tecnologia e religione non serve piú: per quanto contribuisca al nostro benessere, la tecnologia ormai non ha niente a che vedere con la nostra sopravvivenza; anzi, essa sembra svilupparsi in modo sempre piú autonomo rispetto alle reali esigenze dell'umanità. Per questo dobbiamo rinunciare a ogni illusione sulla religione della tecnologia, ridimensionando la nostra sudditanza a un progresso tecnologico sregolato.

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