Daniele Del Giudice![]() Mania
1997
Supercoralli pp. 133 € 12,39 ISBN 9788806138837 «Mi piacerebbe condurti fino al punto in cui si smette di capire, si smette di immaginare; vorrei condurti dove si comincia a sentire».
Altre edizioni:
Mania. 2004. ET Scrittori
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Sei storie e sei mondi dell'immaginario d'oggi che preme per farsi azione. È cosí che un brano di musica perduto nell'etere costituisce il movente per un omicidio senza assassino; che violare la morte diventa ammissibile in virtú della persuasione, della seduzione del discorso; in una novella lanciata in Rete il racconto preciso e spietato della lotta corpo a corpo travalica la finzione e diviene sperimentazione diretta del Male; una canagliesca notte napoletana precipita nella geometria senza scampo di una macchina da sepoltura settecentesca;
un'antica fortezza, quasi un oggetto magico, convoca corpi in battaglia e una vittima vera nell'epoca della pura virtualità; infine, il passaggio di una cometa trasforma l'osservare in amare. Mania, dunque, come demone che sconvolge la mente, come vocazione, intimazione al proprio destino, ma anche forma dei sentimenti piú radicati e misteriosi, modo estremo della conoscenza.
Ogni volta che un racconto si apre, i personaggi, i luoghi e i motivi partecipano all'azione ma non la determinano in modo univoco, e sorprendono continuamente il lettore. Gesti
e parole sono di volta in volta fossili o premonizioni di altri gesti e parole.
La ricchezza dei linguaggi si unifica nel sentimento e nella sensazione fisica, nell'onnipresenza del corpo, secondo il percorso annunciato da uno dei personaggi: «Mi piacerebbe condurla fino al punto in cui si smette di
capire, si smette di immaginare; io vorrei condurla dove si comincia a
sentire». La mania è anche questo, il gioco a due facce delle fantasie e dei
corpi, in cui per diventare cacciatore è necessario farsi preda. E la caccia in
cui sono presi Evil Live e Timetolose, Santino e l'architetto Fuga, il capitano Marni e il suo colonnello, lo studioso della polvere, l'astronoma dilettante e il musicista dei pesci. Nei
racconti di Del Giudice la scrittura governa una storia in cui primi ad essere coinvolti - a tenere il fiato sospeso - sono il narratore e il lettore, pedine della suspence, eroi del desiderio e della scommessa con la morte. Proprio in questa scommessa, e nell'ironia che essa richiede, la narrazione può prendere ancora la «parola cosí antica dell'avventura».
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