Copertina

Christopher A. Bayly


La nascita del mondo moderno

1780-1914


2009
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. XLVIII - 660
€ 32,00
ISBN 9788806197285

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Introduzione. - Parte prima. La fine dell'Antico Regime. I. Antichi Regimi e «globalizzazione arcaica». II. Percorsi dagli antichi regimi alla modernità. III. Rivoluzioni convergenti, 1780-1820. - Parte seconda. La genesi del mondo moderno. IV. Tra le rivoluzioni mondiali, circa 1815-65. V. L'industrializzazione e la nuova città. VI. Nazione, impero ed etnicità, circa 1860-1900. - Parte terza. Stato e società nell'età dell'imperialismo. VII. Miti e tecnologie dello Stato moderno. VIII. Liberalismo, razionalismo, socialismo e scienza. IX. Gli imperi della religione. X. Il mondo delle arti e dell'immaginario. - Parte quarta. Mutamento, decadenza e crisi. XI. La ricostituzione delle gerarchie sociali. XII. La distruzione dei popoli nativi e il saccheggio ambientale. XIII. Conclusione: La grande accelerazione, circa 1800-1914. - Bibliografia. Indice analitico.



Traduzione di Mario Marchetti
Traduzione di Santina Mobiglia

Attingendo a una mole sterminata di conoscenze, Bayly ripercorre il sorgere di uniformità globali nello Stato, nella religione, nelle arti, nei rapporti di genere, nelle ideologie politiche e nella vita economica nel corso del XIX secolo.

Altre edizioni: La nascita del mondo moderno. 2007. Bibl. Cult. Storica

Il libro

Ben prima dell'inizio canonico della globalizzazione, fondamentali tendenze storiche rivelano l'interdipendenza dei cambiamenti politici e sociali a livello planetario. Eventi mondiali come le rivoluzioni europee del 1789 e del 1848 si riverberarono all'esterno mescolandosi con le convulsioni che si producevano all'interno di altre società. Dall'altro lato, eventi esterni all'emergente «nocciolo» europeo e americano dell'economia industriale contribuirono a plasmarne le ideologie forgiando nuovi conflitti politici e sociali. Nel corso di tali processi, anche le forme dell'agire umano si adattarono reciprocamente finendo con l'assomigliarsi dappertutto nel mondo.
Attingendo a una mole sterminata di conoscenze, Bayly ripercorre il sorgere di uniformità globali nello Stato, nella religione, nelle arti, nei rapporti di genere, nelle ideologie politiche e nella vita economica nel corso del XIX secolo.
Il quadro che si disegna è una «world history» che si sottrae a qualunque visione unidirezionale, che accetta di essere decentrata e segnata dalla discontinuità, dalle rotture non preannunciate e insieme dal permanere di antiche forme di dominio.

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