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Gaio Giulio Cesare


Opera omnia

La guerra Gallica. La guerra civile. La guerra di Alessandria. La guerra d'Africa. La guerra di Spagna


1993
Biblioteca della Pléiade
pp. L - 1662
€ 62,00
ISBN 9788844600105

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Introduzione. Cronologia. Bibliografia. Nota alla traduzione. Bellum gallicum La guerra gallica. Bellum civile La guerra civile. Bellum alexandrinum La guerra di Alessandria. Bellum africum La guerra d'Africa. Bellum hispaniense La guerra di Spagna. Note. Bellum gallicum Commento di Albino Garzetti. Bellum civile Commento di Dionigi Vottero. Bellum alexandrinum. Bellum africanum. Bellum hispaniense Commento di Michele Faraguna. Prospetto cronologico e cartine. Indice dei nomi di persona. Indice dei nomi di luoghi e di popoli. Indice degli autori antichi citati in nota. Indice delle iscrizioni citate in nota.



Note a cura di Michele Faraguna
Note a cura di Albino Garzetti
Note a cura di Dionigi Vottero
A cura di Adriano Pennacini
Traduzione di Antonio La Penna
Traduzione di Adriano Pennacini

Altre edizioni: La guerra gallica. 2006. ET Classici

Il libro

Nel primo secolo avanti Cristo a Roma la tradizionale struttura collegiale del governo oligarchico non offriva né spazio né strumenti per controllare l'enorme potenza degli eserciti, la minacciosa presenza delle plebi urbane, il formidabile dinamismo di capi politici e militari privi di scrupoli legalistici. Il consolato di Cicerone nel 63 a. C., fu da una parte l'ultimo tentativo di governare nel quadro della costituzione repubblicana, dall'altra il primo episodio riuscito e vittoriooso di presa del potere per mano di un membro di una famiglia non nobile né plebea illustre, non ancora accolta nella nobilitas. Per piú di quattro secoli, dal 510 a. C., poche decine di famiglie (o gentes) governarono Roma; contro questa concentrazione di potere e di ricchezza (i latifondi) nelle mani di pochi lottarono dapprima i plebei per la parificazione dei diritti, poi, con i fratelli Gracchi, i poveri per la ridistribuzione della terra, infine gli Italici per la pienezza dei diritti politici e civili.
In una società fortemente gerarchica, come quella romano-italica, la pressione dei ceti e dei gruppi inferiori per la parificazione dei diritti e per una diversa distribuzione del potere e della ricchezza si trasmetteva naturalmente attraverso i vari strati sociali fino a produrre la spinta di singoli personaggi alla partecipazione diretta al potere e al governo, come rappresentanti o, in qualche modo, delegati, sia pure non ufficialmente, dai gruppi esclusi. I Romani diedero ai protagonisti di questo processo, di cui riconobbero almeno la parte finale, il nome di homines novi.

Dall'Introduzione di Adriano Pennacini

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