Copertina

Bruno Schulz


L'epoca geniale

e altri racconti


2009
ET Scrittori
pp. 146
€ 10,00
ISBN 9788806200886

Contributi di David Grossman
Traduzione di Anna Vivanti Salmon

«"Che è mai quest'epoca geniale e quando fu?" si domanda Bruno Schulz. E noi, suoi lettori, ci domandiamo con lui: c'è mai stata un'epoca di suprema ispirazione in cui l'uomo potesse tornare a essere bambino? In cui l'intero genere umano potesse tornare a essere bambino?»

David Grossman

Il libro

Accompagnato da un ampio e toccante saggio di David Grossman, questo volume raccoglie dieci racconti di Schulz, frutto di una scelta di Grossman stesso, racconti che provengono dalle due raccolte Le botteghe color cannella e Il Sanatorio all'insegna della Clessidra. Schulz, insieme a Gombrowicz e Witkiewicz, completa la grande triade della letteratura polacca del Novecento. I suoi racconti costituiscono un unico ciclo di ricordi d'infanzia, un album di abbaglianti quadretti a colori dove la fanciullezza riappare rimescolata e incongrua come nei sogni. I racconti che compongono il volume sono La visitazione, Gli uccelli, La notte della Grande Stagione, Le botteghe color cannella e La Via dei Coccodrilli, Il Libro, L'epoca geniale, Mio padre entra nel corpo dei pompieri, La stagione morta e L'ultima fuga di mio padre.

Commenti

Mara marantonio 10/07/2009 18:21

Rilevante evento culturale d'inizio estate per merito di Einaudi: l'omaggio che l'israeliano David Grossman rende ad un altro classico, Bruno Schulz. In un unico, breve testo sono riuniti dieci racconti, scelti dallo stesso Grossman, tratti dalle due raccolte Le Botteghe color cannella e Il Sanatorio all'insegna della clessidra, nate dalla penna dell'autore polacco, ucciso da un funzionario della Gestapo, il 19.11.1942, nel ghetto di Drohobycz (occupata dai tedeschi), quando era riuscito a procurarsi i documenti per espatriare. I dieci racconti trasportano il lettore in un mondo fantastico dove le coordinate spazio temporali saltano e tutte le regole del comune vivere paiono esser messe in angolo. La prosa è immaginifica, sognante, ricca di virtuosismi: vietato aver fretta nella lettura, ingannati dall'apparente semplicità di favola nello stile. Sono coniate nuove espressioni che la traduzione in italiano di Anna Vivanti Salmon ci rende con efficacia. Le cose sono spesso personificate; mentre le persone vengono reificate. È il padre, Jakob, la figura principale nella poetica di Schulz. Negoziante di tessuti, da buon ebreo, litigava, con D-o; il figlio lo immagina, anzi lo vede, come una sorta di demone in grado di trasformarsi via via in uno dei suoi amati uccelli -o magari in un insetto- e di scomparire per giornate intere. Bruno ne traccia con la penna ritratti indelebili. La madre è una figura scialba, mentre fortissimo richiamo sessuale assume la giovane cameriera Adela. Schulz per vivere fece l'insegnante di disegno al liceo della sua città e anzi i racconti che scrive vengono pubblicati insieme alle sue illustrazioni. Un po' Toulouse Lautrec, un po' Franz Kafka, quando i tedeschi occupano Drohobycz, trova rifugio nella villa di un ufficiale delle SS, Felix Landau. Questi gli ordina di affrescare la stanza dei figli con immagini tratte della fiabe. E il pittore/scrittore, nell'illusione di sopravvivere e come reazione al buio che avanza, immortala in mille fantastici colori la bella, indimenticata, Adela come principessa, e se stesso nelle vesti di cocchiere, in ""quella corsa luminosa nella notte più chiara dell'inverno"". Degno coronamento del libro è un commovente saggio con cui David Grossman ci consegna il ""suo"" Bruno Schulz. L'importanza che l'Autore polacco riveste per lo Scrittore israeliano va ben oltre l'influenza puramente letteraria. David confessa qual è stata l'occasione del suo incontro con l'opera e con l'uomo Bruno, la molla tragica, legata in primo luogo all'uccisione di questi, che lo indusse a scrivere di Shoah: solo immedesimandosi in quell'esperienza non vissuta avrebbe potuto comprendere il significato della sua vita, di uomo, di padre, di scrittore, di israeliano, di ebreo.


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